CARRO ARMATO P-40
ITALERI, scala 1/35
Ormai da qualche anno la ditta di Calderara di Reno ci propone delle scatole dedicate ai carri italiani della 2a Guerra Mondiale, di cui il
P-40 fu l’ultimo rappresentante a divenire operativo, sia pure in mani tedesche e in numero limitato, circa un centinaio di mezzi in tutto.

La copertina della scatola di montaggio del nuovo kit.
La storia del carro fu abbastanza travagliata dato che l’industria nazionale cercò, in ritardo, di adeguarsi alle coeve realizzazioni sovietiche, americane e tedesche ma riuscendoci soltanto in parte e, comunque, in tragico ritardo.
Un carro come il P-40, dotato di un pezzo da 75 millimetri e corazzatura a piastre imbullonate poteva essere forse moderno nel 1940, ma a metà del 1943 risultava inesorabilmente sorpassato, soprattutto in confronto a carri come il Panther, entrato in servizio nel medesimo periodo, o del T-34 o ancora dello Sherman, con cui peraltro non si misurò mai. Sembra, invece, ma le notizie non sono confermate, che in mani tedesche si sia scontrato con il T-34, anche se l’esito dello scontro non è noto.
Il kit proposto dalla Italeri segue fedelmente le particolari forme del mezzo. Stampato in plastica color sabbia abbastanza morbida, ha lo scafo e la torretta scomposti negli elementi principali. L’assemblaggio avviene quindi con una serie di pezzi da incollare tra loro, facendo attenzione al corretto allineamento. Bisogna, peraltro, usare una certa dose di pazienza, soprattutto per quanto riguarda la torretta. Noi abbiamo ottenuto un corretto assemblaggio incollando prima le scudature laterali sull’anello inferiore; piazzando quindi la scudatura anteriore priva del cannone, poi la piastra del cielo della torre stessa, lasciando per ultima la piastra posteriore completa di cestello chiuso. Così facendo abbiamo veramente ridotto al minimo le eventuali fessure che si potrebbero creare con una simile scomposizione dei pezzi.

A sinistra: un P40 ritrovato dalle truppe americane nel 1945,
a destra: un P40 conservato al giorno d’oggi.
Abbiamo poi passato le varie giunture con del Mr. Surface 1000 per sigillare il tutto; una leggera passata di carta vetrata finissima ha completato l’opera senza che i numerosi bulloni esterni delle piastre ne risentissero. Nel malaugurato caso ciò avvenisse l’Italeri fornisce comunque una abbondante serie degli stessi, realizzati sul perimetro di due delle stampate, da cui potranno essere agevolmente prelevati per sostituire i bulloni scomparsi con la carteggiatura o comunque rovinati. A questa scorta, invece, abbiamo attinto per riposizionare i bulloni delle piastre laterali del vano di combattimento; in particolar modo la fila inferiore, corretta come numero di bulloni ma decisamente posta troppo in basso rispetto alla realtà. Con un cutter affilato abbiamo quindi rimosso tutti gli elementi; dopo una leggera carteggiatura abbiamo tracciato qualche riga a matita per individuare i punti corretti ove posizionare i bulloni e, in pochi minuti, la modifica è stata realizzata.
Le altre tre variazioni che abbiamo realizzato riguardano: una serie di supporti in filo di ottone onde sostenere i parafanghi laterali per i quali non vi sono incastri; la realizzazione di una nuova spiralatura dell’elemento radiante del manicotto dei radiatori olio, posti subito dietro la torretta, sicuramente più realistici di quelli forniti dal kit (i manicotti sono in due pezzi); infine, i supporti delle cinghie di supporto delle taniche laterali, fornite nel kit in fotoincisione, insieme alle coperture delle marmitte da realizzare perfettamente cilindriche grazie ad una particolare ingrossatura presente sullo sprue.
Non c’è che dire, l’Italeri ha pensato proprio a tutto, compreso il cannone, fornito sia in plastica nei tradizionali due pezzi che tornito in alluminio!
o scafo si assembla anch’esso molto rapidamente, con il fondo che va a fissarsi agli elementi verticali laterali con i mozzi delle ruote grazie a un lungo rilievo. Conviene anche qui fissare qualche punto di cianoacrilato, allineare il tutto e poi ripassare con la colla per il passaggio definitivo. Per buona misura noi abbiamo anche aggiunto qualche pezzo di sprue come ulteriore fissaggio.

A sinistra: le stampate e il libretto di istruzioni del kit,
a destra: un modello di P40 montato e prima della colorazione.
Treno di rotolamento ben fatto, con la “N” di ‘Ansaldo’ stampata però a rovescio sul mozzo di rinvio per evitare il copyright. Poco male essendo facilmente modificabile; si può inoltre aggiungere qualche miglioria sul tendicingolo posteriore che sarà comunque poco visibile a modello finito. I cingoli sono ben riprodotti ma rigidi. Per ovviare si può usare l’apposita scatola Friulmodel di cingoli metallici dedicata al P-40 o usare quelli del kit, comunque forando i pignoni di collegamento come nella realtà.
Fondamentalmente di due tipi le colorazioni offerte: una verde scuro per un mezzo italiano di pre-produzione, l’altra a tre toni giallo/marrone rossiccio/verde con cui i mezzi uscirono di fabbrica per essere utilizzati dai tedeschi.
Le decals, ottime come sempre, sono ridotte al minimo con qualche codice numerico e balkenkreuz da posizionare sui lati e davanti. Veramente ottimo il manualetto di riferimento fotografico fornito nel kit, assai completo di foto a colori, generali e di dettaglio, del mezzo vero, grazie agli esemplari ancora conservati in Italia.
In definitiva, un buon kit che colma un gap sentito, che al suo uscire ha generato forse qualche critica a causa della particolare scomposizione dei suoi elementi; critica che però non ci sentiamo assolutamente di sottoscrivere data la facilità complessiva del montaggio e l’ottimo risultato raggiunto, sia pure al prezzo di un po’ di pazienza, elemento fondamentale che non dovrebbe mai mancare ai modellisti…
Si ringrazia la
Italeri spa per il modello gentilmente fornito.
Luigi Carretta
PUBBLICATO IL 6 MAGGIO 2012