ZUAVO
53° RGT. - NEW YORK INFANTRY
Dopo il
soldato Confederato della ACW postato su questo sito qualche settimana orsono, ho voluto dedicarmi ad un figurino della parte avversa, vale a dire dell’Unione. In particolare, per l’occorrenza, mi è capitato fra le mani un vecchio (ma neanche troppo essendo del 2007) kit della
Masterclass dedicato ad uno
Zuavo del 53° Rgt. New York ‘’Zuavi D’Epineuil’’ scolpito da
A. Iotti.

Il figurino realizzato da Flavio Chistè.
Il Reggimento venne costituito nell’agosto del 1861 a Brooklyn dal Colonnello Lionel R. D’Epineuil (da cui il nome) ma non fu poi coinvolto in fatti d’armi particolarmente significativi (da agosto a novembre il Reggimento rimase a Staten Island per organizzazione e addestramento; poi passò ad Annapolis per essere inserito nel North Carolina Expeditionary Corps e assegnato alla 3a Brigata, vendendo infine posto fuori servizio il 21 marzo del 1862 a causa dell’elevatissimo numero di diserzioni che si registarono…). Una particolarità: fra le compagnie del Reggimento ve ne era anche una formata da indiani Tuscarora.
Le uniformi di cui venne dotato s’ispiravano al 6° Rgt. Imperiale Zuavi francese. Esse consistevano in un berretto (fez) rosso con una lunga nappa gialla, una giacca blu scuro ornata con delle “trecce” e fregi in color giallo brillante, cintura blu, pantaloni azzurri, gambali in pelle gialli e neri e ghette in canapa.
Un’immagine fantastica di questo soggetto, che vi proponiamo in visione, è stata realizzata da
Don Troiani (pubblicata anche sul volume
‘’Don Troiani’s Soldiers in America 1754-186’’ – Ed. Stackpole Books, 1998) e ad essa si è perfettamente ispirata la box-art del kit Masterclass (cod. MCF54017) in 54 mm.
Da notare che la stessa box-art propone, in alternativa, la realizzazione di uno zuavo del 54° Rgt. New York Veteran che differisce dal primo in alcune soluzioni coloristiche (pantaloni rossi anziché azzurri e fregi della giacca rossi anziché gialli) e nella diversità del fez.

Il disegno di Don Troiani e il figurino di Flavio Chistè.
In ogni caso, particolarità del kit è quella della presenza del cannone “Napoleoncino” mod. 1857 (da 12 lb) che contribuisce a formare, assieme ad un tronco d’albero e ad una bella serie di accessori (zaino, fucile Enfield, secchio per l’acqua, scovolo per il cannone e bidoncino), una simpaticissima scenetta.
Proprio il cannone può presentare qualche difficoltà realizzativa in quanto va montato dopo essere stato attentamente predisposto. Vanno infatti eseguiti a mano diversi fori (per l’inserimento della canna nella struttura portante e per il montaggio delle ruote sullo chassis). Un non perfetto allineamento può creare qualche spiacevole inconveniente…
Detto questo, il montaggio del figurino è invece assai semplice , mentre un pochino d’attenzione va prestata nella pittura dei fregi sia della giacca che dei pantaloni.
Io ho ambientato i due elementi con una piccola variazione rispetto a quella proposta dalla Ditta. Ho infatti, girato il cannone, per dare, a mio avviso, un senso di maggior rilassatezza al personaggio che, con tanto di pipa in mano, sembra essere in posa per una foto ricordo.
Alcune particolarità sulla pittura, effettuata quasi totalmente ad acrilico.

Un dettaglio della basetta e del cannone.
Nonostante il momento di tregua che la scenetta vuol rappresentare, cannone e fante posti su un terreno abbastanza fangoso… Ciò ha comportato una particolare cura nella “sporcatura” dell’affusto e delle ruote del cannone e di pantaloni, gambali e ghette dello zuavo. Per far ciò, sono ricorso ai pigmenti della Abbiati Wargames con una miscela di Terra d’Ombra bruciata (8004) e Terra di Siena naturale (2010) stesa a pennello quasi asciutto cercando di rispettare, ovviamente, i punti più soggetti al contatto con terreno. Il cannone è stato inoltre reso più usurato mediante una serie di lavaggi con gli inchiostri della Vallejo (nero, seppia e per la canna anche con verde scuro, in modo da conferire al bronzo un aspetto più ‘’vissuto’’.
La basetta, infine, è stata realizzata con un pre-preparato della Model Scene (cod. F543) opportunamente rinforzato , per la sola terra, con alcune passate di marrone Mahogany Brown (70846) e Flat Brown (70984) della Vallejo , atto a simulare un minimo di presenza di fango.
Per chi volesse recuperare ulteriori notizie sul Rgt. (la cui vita operativa fu particolarmente modesta per svariate cause) può rifarsi oltre che al succitato libro di Don Troiani anche al link
www.angelfire.com/ny/worldmilhistory/history.html.
Flavio Chistè
PUBBLICATO IL 7 GENNAIO 2012