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  giovedì 23 novembre 2017 GLI AEREI DAL 1939 AL 1945 - 2ª GUERRA MONDIALE * DORNIER DO 217 J-2 DELLA REGIA AERONAUTICA Registrazione 
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 DORNIER DO 217 J-2 DELLA REGIA AERONAUTICA Riduci

DORNIER DO 217 J-2

della Regia Aeronautica

Il primo vero ‘’intercettore notturno’’ dotato di ‘’apparecchiature di radiolocalizzazione’’ (radar) in dotazione alla Regia Aeronautica durante la Seconda Guerra Mondiale fu il Dornier Do 217 J-2.


Una bella foto del modello del Dornier Do 217 J-2.

Erano vecchi apparecchi usati in precedenza della Luftwaffe che la Germania cedette all’Italia, particolarmente arretrata in quegli anni nel campo della caccia notturna, in cambio della cessione alla Germania da parte della Regia Aeronautica di un contingente di Savoia Marchetti SM 73 e SM 82, da usare come aerei da trasporto sul fronte orientale in quanto particolarmente apprezzati per le capacità di carico e la possibilità di operare da qualsiasi terreno.
La Regia Aeronautica aveva chiesto, in realtà, alla fine del 1942 la cessione di intercettori notturni Messerschmitt Me 110 dotati di radar ma le autorità tedesche non ne vollero consegnare neppure un esemplare in quanto ritenuti troppo preziosi per la difesa della Germania stessa, allora sotto pesante attacco da parte dei bombardieri alleati. Furono infatti consegnati alcuni Do 217 J-1 (privi di radar) da usare prevalentemente per l’addestramento dei piloti all’utilizzo di questa macchina ed alcuni Do 217 J-2 (muniti di radar) per le operazioni di caccia notturna


Altre due foto del modello del Dornier Do 217 J-2.

. I Dornier Do 217 J-2 non erano però nati come caccia ma derivavano da aerei da bombardamento che, nella versione ‘’J’’, avevano ancora il vano bombe, anche se non veniva usato. Non erano particolarmente benvoluti dai nostri piloti in quanto necessitavano di un lungo rullaggio (circa 1800 m) su piste ben curate e quindi facilmente individuabili dalle aviazioni nemiche, avevano una forte velocità di atterraggio (circa 180 km/h) particolarmente pericolosa negli atterraggi notturni e non erano altresì molto maneggevoli essendo nati per ben altri scopi che non la caccia.
Ma al momento non c’era nulla di meglio a disposizione e furono quindi impiegati, con qualche successo, per tutta l’estate del 1943 dalla 235ª Squadriglia C.N. (41° Stormo, 60° Gruppo) dall’aeroporto di Lonate Pozzolo, quando oramai l’alleato tedesco disponeva di macchine di ben altre prestazioni.
L’8 settembre, all’atto dell’armistizio, una parte di questi piloti riuscì a rifugiarsi in Svizzera da dove poterono poi rientrare nelle file della Regia Aeronautica che combatteva nell’Italia meridionale a fianco degli Alleati.
Quando ho voluto costruire un modello del Dornier Do 217 J-2 in scala 1/72 per completare la mia ‘’collezione’’ di aerei militari italiani, ho cercato un kit idoneo sul mercato. Non essendo allora disponibile una scatola di montaggio con la versione ‘’J-2’’, sono stato costretto a ricostruirla partendo da due scatole di montaggio diverse: il Dornier Do 217 E dell’Airfix (versione bombardiere) e il Dornier Do 217 N-1 (caccia notturno dotato di radar ma con motori in linea, e non radiali come nel J-2, e con una forma diversa della fusoliera) commercializzata dalla Esci.


Pannello originale del ‘’Leone dormiente’’ del 41° Stormo,
conservato al Museo Caproni di Trento.

Utilizzando la versione ‘’E’’ dell’Airfix ed innestando su questa la prua (con i radar e i cannoncini) della ‘’N-1’’ utilizzando altresì pochissimo stucco per i raccordi ed ecco realizzata una versione ‘’J-2’’.
Per la colorazione e lo stemma di reparto sono di ottimo ausilio le immagini a colori pubblicate alle pag. 98 e 99 del libro ‘’Araldica della Regia Aeronautica – Volume primo’’ edito dal nostro Gruppo.
, nonché le immagini e i trittici a colori reperibili nel volume 8 dell’enciclopedia ‘’Storia dell’Aviazione’’ (stampata nel 1975 dai Fratelli Fabbri Editori) e quelli pubblicati nel volume 3 della collana ‘’Dimensione Cielo – Caccia Assalto’’ (pubblicato nel 1972 da Edizioni Bizzarri). Anche questo modello è attualmente esposto, assieme agli altri modelli di aerei italiani in scala 1/72, presso il Museo dell’Aeronautica ‘’Gianni Caproni’’ di Trento.

Guido Ercole

PUBBLICATO IL 14 APRILE 2012

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