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  venerdì 22 settembre 2017 GLI AEREI DAL 1939 AL 1945 - 2ª GUERRA MONDIALE * IL REGGIANE “RE 2007” E’ ESISTITO? Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 IL REGGIANE ''RE 2007'' E' ESISTITO? Riduci

IL REGGIANE “RE 2007” E’ ESISTITO?


di Guido Ercole


Qualche mese fa un mio amico, al ritorno da un viaggio nella Repubblica Ceca, mi ha portato come souvenir una scatola di montaggio di un aeroplano dicendo: “questo modello non ce l’hai di sicuro!”. Questi sa benissimo che la mia passione in campo aeronautico è quella di costruire modelli di aeromobili italiani - o comunque in servizio con i colori italiani – di tutti i materiali possibili ma rigorosamente in scala 1/72. Non che la scala sia la migliore come dettaglio ma - avendo optato di realizzare una collezione con un certo numero di modelli che rappresentino la storia dell’aviazione in Italia dall’inizio fino ad oggi (attualmente ne possiedo circa 100 già costruiti e altri sono in progetto) - è quella che meglio si addice ad una raccolta così estesa, da far convivere con un moderno appartamento.
Tornando in argomento, ho aperto il pacchettino restando colpito dal suo contenuto e allo stesso tempo meravigliato della mia ignoranza (nel senso di non conoscenza di un aereo italiano): la scatola della “RS MODELS” conteneva infatti un bel modello in resina niente-po’-po’-di-meno-che di un “REGGIANE RE 2007”.



Il disegno apposto sulla confezione rappresentava un aereo a reazione che, a prima vista, ricordava un “MIG 15” con l’abitacolo del pilota e la deriva del timone di coda tipici degli aerei a elica delle Officine Reggiane della serie 2000 (2000, 2001, 2002, 2005).
La livrea con cui l’aereo era rappresentato sulla scatola era quella della Regia Aeronautica fino al luglio del 1943 e il colore era il classico verde mimetico usato dalle Reggiane.



Nelle istruzioni per il montaggio c’era la storia del velivolo che brevemente riassumo: “Progetto di caccia jet monoposto cominciato ai primi di ottobre 1943, basato sulle dimensioni note del turbogetto “JUMO 004”, di cui agli inizi del 1944 era già stato costruito molto della cabina di pilotaggio, buona parte della fusoliera posteriore, le alberature alari, le centine e il carrello d’atterraggio ma di cui non si erano potute realizzare parti vitali relative all’installazione del motore, in quanto la Germania non aveva ancora fornito informazioni particolareggiate sullo “JUMO 004B”. L’avanzata degli Alleati rese necessario il trasferimento dell’insieme dei componenti già completati allo stabilimento CAPRONI di TALIEDO. Nel frattempo, nel caos degli ultimi mesi di guerra, due turbogetti “JUMO 004B” erano arrivati in una base tedesca del Nord Italia ma non furono mai consegnati, nonostante le sollecitazioni del capitano Bohm, ingegnere della Luftwaffe di più alto grado addetto all’installazione Reggiane, e del Conte Caproni. Si apprese in seguito che erano stati demoliti e venduti dai tedeschi a Milano, nei giorni del crollo delle truppe tedesche in Italia. La storia del 2007 si perde pertanto nelle giornate immediatamente successive alla Liberazione e all’arrivo delle Truppe Alleate nel Nord Italia”.
Una prima discrasia che si poteva subito notare era quella nella livrea consigliata dalla scatola di montaggio: se il progetto era iniziato nell’ottobre 1943, questa non poteva essere quella della Regia Aeronautica. Avrebbe potuto essere quella dell’A.N.R. o, forse meglio, quella della Luftwaffe, come per molti aerei costruiti nel 1943/44 dalle fabbriche del Nord Italia.
Tutte le volte che costruisco un modello, cerco di documentarmi con disegni, piani costruttivi, fotografie, ecc. al fine di ottenere una realizzazione il più possibile simile al vero, come fanno quasi tutti i modellisti. Solo che qui, nonostante tutti i miei sforzi e la consultazione sia della mia documentazione aeronautica italiana (abbastanza fornita) sia di quelle di amici modellisti, non si riusciva a trovare nulla. Qualcuno ricordava di aver letto un articolo sull’argomento tempo addietro su una rivista specializzata ma non era in grado di risalire alla stessa.
Situazione di stallo? Si per un certo periodo, poi, cercando in INTERNET (se non ci fosse bisognerebbe inventarla!) ho trovato un sito “REGGIANE! REGGIANE!”, gestito da alcuni appassionati degli aerei prodotti da questa fabbrica, nel quale compariva una pagina “MISTERI E LEGGENDE” che iniziava così: ATTENTI AL “RE 2007”, non e’ mai esistito! Questo aereo sta alla storia aeronautica come le “teste di Modigliani” a quella dell’arte. Venivano poi spiegati i motivi per cui le Officine Reggiane non hanno potuto realizzare questo aereo, dovuti principalmente ai durissimi avvenimenti post 8 settembre, con la Direzione della fabbrica costretta a barcamenarsi tra Tedeschi (che volevano procedere ad un trasferimento coatto delle maestranze in Germania), Fascisti e Partigiani, con una situazione finanziaria in fase di costante peggioramento man mano che le commesse ex Regia Aeronautica venivano annullate dagli occupanti e con un bombardamento degli Alleati che nel gennaio 1944 aveva annichilito ogni residua capacità produttiva delle Officine. Nella pagina si spiega poi che si ritiene che i due motori “JUMO 004B” fossero giunti nel Nord Italia come parti di rispetto di alcuni bireattori Arado, operativi sul fronte italiano negli ultimi mesi di guerra, e che non centrassero nulla con questo mitico progetto.
Viene anche riportato che nessuno dei principali tecnici e manager delle Officine Reggiane di quel periodo, citando i nomi dei Signori Alessio, De Prato e Maraschini, ricorda di aver mai sentito parlare del reattore in argomento.
Sembra che la “bufala” (così viene definita nel sito in questione) nasca da alcuni schizzi realizzati nel dopoguerra dall’Ing. Longhi, noto progettista della Reggiane, e da cui il Sig. Giuseppe Cometti ha realizzato l’unito trittico preso per un vero progetto, con tutte le conseguenze del caso.



Da ciò sarebbero nati alcuni articoli pubblicati su riviste specializzate, qualcuno poi ha pensato di realizzare anche una scatola di montaggio in resina di una aereo “introvabile sul mercato” ….. e via così!
Il morale di questa storia è presto detto: io, e altri amici, siamo dell’idea che il modellismo sia “quell’arte che consente di costruire modelli di aerei, navi, automobili, carri, treni, ecc. in scala ridotta ma il più possibile simili al vero”, basandosi su fonti, documentazioni, fotografie, disegni, resoconti storici, ecc.
Pensiamo anche che, come scritto nel sito sopra menzionato, nel campo della ricerca storica (e del modellismo che ne consegue) la pazienza, l’accuratezza, la diffidenza e l’umiltà siano doti indispensabili da unire sempre ai controlli incrociati delle fonti.
Credo pertanto che una parte notevole (e forse la più interessante e istruttiva) dell’arte del modellismo sia la fase di ricerca storica che precede la costruzione del modello e che consente di ricostruire anche il contesto in cui il nostro soggetto ha operato e, possibilmente, anche la sua storia. Questo se si vuol costruire un modello di un soggetto realmente esistito.
A parte ciò, siccome siamo uomini e all’uomo piace anche sognare - i latini dicevano “semel in anno licet insanire” – ben venga comunque anche il Re 2007, magari con livrea invernale tipo “fronte russo” e i colori dell’A.N.R.! In passato abbiamo visto su alcune riviste specializzate dei modelli di aeroplani - stupendamente realizzati - della serie “Luftwaffe 1946” come il “Focke Wulf TA 283”, il “Messerschmitt P 1101”, ecc., che mai sono stati realizzati o comunque non sono mai diventati operativi, ottimi rappresentanti di un “modellismo fantasy” che, però, ha poco a che fare con la realtà.
Va tutto bene, purché restino nella stessa categoria del “Re 2007” e cioè, a seconda di come la vediamo, in quella dei “sogni”, delle “bufale”, dei “falsi storici” o meglio….. parafrasando il titolo di un film famoso: della serie “un aereo che si chiama desiderio…..”.

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AGGIORNATO IL 10.06.2017

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