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  venerdì 22 settembre 2017 GLI AEREI DAL 1939 AL 1945 - 2ª GUERRA MONDIALE * REGGIANE RE 2002 ''ARIETE'' Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 REGGIANE RE 2002 ''ARIETE'' Riduci

REGGIANE RE 2002 ‘’ARIETE’’


Kit Italeri in scala 1/48


Velivolo ben noto agli appassionati della Regia Aeronautica, il Reggiane 2002 vide il suo impiego più massiccio contro lo sbarco alleato nel Sud Italia nel quale venne estesamente impiegato come cacciabombardiere a tuffo grazie alla bomba da 500 chili che poteva trasportare.


L’immagine di copertina della nuova scatola dell’Italeri in 1/48


I buoni risultati ottenuti diedero non poco fastidio alle forze alleate impegnate nello sbarco di Sicilia, almeno sino al 13 luglio 1943 quando 300 bombardieri B-24 seminarono la morte e la distruzione sull’aeroporto di Crotone, dove questi aerei erano schierati, annientando praticamente il 5° e 50° stormo. Le sue buone caratteristiche vennero riconosciute anche dalla Luftwaffe, che dopo l’8 settembre ne fece costruire oltre 200 esemplari che furono usati soprattutto in Francia.
Dopo anni di oblio si è dato infine il via anche al restauro di un velivolo, l’unico esistente, da parte dell’Aeronautica Militare e che sarà esposto presso il Museo di Vigna di Valle.
Da lungo attesa è invece finalmente uscita una riproduzione in 1/48 a cura della popolare ditta bolognese che negli ultimi anni, soprattutto nella scala minore in 1/72, si è contraddistinta per un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Il kit, contenuto all’interno di una scatola di generose dimensioni, è fornito di un manualetto con foto del velivolo, dettagli e disegni tratti dai manuali di volo Reggiane. Tre stampate di cui una dedicata ai trasparenti contengono i 70 pezzi che compongono il modello. Il dettaglio superficiale è ottimo, con tutte le ordinate correttamente realizzate, e la bella velatura dell’aereo originale è perfettamente riprodotta, compresa anche l’inclinazione della presa d’aria sopra la capotta motore, che nella realtà era inclinata verso destra di 8°.
Il kit si assembla in maniera abbastanza facile, un po’ di attenzione dovrà essere dedicata invece al collegamento tra le ali e la fusoliera, comunque l’uso dello stucco è limitato.
Gli alettoni posteriori hanno invece il dettaglio decisamente troppo marcato e una buona passata di carta vetro si rende necessaria per lisciarli un po’.


Il modello del RE 2002 con la livrea della 239ª Squadriglia


E’ possibile montare i flap alari completamente aperti, in realtà una cosa che si vedeva raramente nell’aereo vero a terra; questi nel modello sono completi, con la struttura interna ottimamente riprodotta. Purtroppo, se si sceglie quest’opzione sarà necessario chiudere la non piccola fessura che si crea tra l’ala inferiore e superiore, inserendo un idoneo pezzo di plasticard.
Per le mitragliatrici alari dovrà essere forato il bordo di attacco dell’ala nei punti indicati dalle istruzioni, altrimenti liscio. E’ previsto, per chi lo desiderasse, la possibilità di ricavare due pannelli di ispezioni alle armi alari, tagliando l’estradosso alare nel punto indicato e sostituendo il pezzo con due sportelli forniti a parte, anche se le istruzioni non fanno cenno dell’uso cui erano destinati nella realtà questi vani. Lo stesso dicasi per l’alloggiamento di fusoliera della radio, posto in basso dietro l’abitacolo: si può tagliare la parte del portello, realizzata più sottile nel kit, e sostituirla con due sportellini centinati - uno per lato della fusoliera - forniti a parte.
Il motore è un po’ spartano, ma completo di aste di punteria e scatola di ingranaggi anteriore; una adeguata pittura del tutto basterà, anche perché - a modello assemblato - resta ben poco da vedere. L’elica richiede invece del lavoro per eliminare i segni di stampata. Un po’ nudi i carrelli e i loro alloggiamenti, ma del resto anche nell’aereo vero erano così: dello sprue filato a caldo a mò di filo dei freni fornirà un adeguato tocco di realismo, completato dalle gomme riprodotte con la bombatura nel punto in cui toccano terra.
Le note dolenti riguardano però l’abitacolo, che è riprodotto in maniera errata. Per quanto questo sia giustamente profondo infatti il suo pannello strumenti anteriore, la pedaliera, il seggiolino e la cloche sono sbagliati. Il primo, che nell’aereo vero era realizzato in sette pezzi separati, con il pannello strumenti principale molto incassato rispetto ai due laterali, è stato riprodotto in un unico pezzo piatto, cui sono fissati due pedali appesi superiormente al pannello stesso e completamente diversi da com’erano nella realtà, realizzati cioè con un traverso metallico dotato di due poggiapiedi e collegato al pavimento, più o meno come nel Fiat G. 55.
Corretti invece, anche se un po’ spogli, i due pannelli laterali, cui potrà essere aggiunto l’attacco per la maschera a ossigeno e le manette del motore, anche per dare idoneo risalto ad un abitacolo molto largo. Purtroppo è errato - come detto - anche il seggiolino, realizzato nella realtà in un unico pezzo di lamiera bombata posteriormente per creare il posto al paracadute e dotato di cinghie di sicurezza a “Y” e riprodotto invece nel kit in maniera più squadrata, privo di bombatura e con cinghie di sicurezza di tipo completamente diverso. Se è possibile autocostruirsi un pannello strumenti corretto, lo stesso non può dirsi per il seggiolino, di forma più complicata e letteralmente da termoformare. Qui i kit di dettaglio e miglioria aftermarket la faranno probabilmente da padroni.
Anche la cloche è da modificare o sostituire perché riprodotta assolutamente dritta, mentre nella realtà in tratto inferiore era curvo per adattarsi allo spazio occupato dal seggiolino.
I trasparenti sono di buona qualità, con il tettuccio che può essere lasciato aperto.
I carichi alari forniti sono di tre tipi: ossia il serbatoio ausiliario, che per la verità era poco usato, e la bomba ventrale da 500 kg, che può essere montata sia con gli agganci tradizionali per la caduta libera sia con il traliccio ad “A” per il bombardamento a tuffo.


Due possibili versioni del modello del RE 2002


Le decals sono perfettamente opache e molto sottili, con il film ridotto al minimo. Permettono di riprodurre un esemplare praticamente di ogni stormo o squadrone che ha avuto in dotazione il caccia bombardiere Reggiane, ossia la 208ª Squadriglia del 5° Stormo, compreso l’aereo del suo famoso comandante, il Maggiore Cenni, la 239ª Squadriglia del 102° Gruppo, con insegne sia della Regia Aeronautica che dell’Aeronautica Cobelligerante, tutti in livrea verde scuro, un velivolo tedesco del Geschwader Bongart attivo in Francia nel 1944 dipinto a due toni di verde ed un'altra unità tedesca schierata vicino a Bologna con un’accattivante livrea a tre toni di grigio.
Purtroppo però, almeno nella scatola da noi esaminata, le rondelle tricolori per i velivoli della Aeronautica Cobelligerante avevano il verde centrale fuori registro, così da lasciare intravedere una fastidiosa mezzaluna rossa e rendendole di fatto inutilizzabili. La figura all’interno dello scudetto che il maggiore Cenni portava sul suo aereo, il famoso diavolo a cavallo del siluro con la scritta in veneto “faso tuto mi” è priva di dettaglio, essendo ridotta ad una mera silouhette marrone, mentre nella realtà il disegno era molto più articolato; per quanto riguarda le versioni tedesche quella del Gruppo Bongart, attiva contro i partigiani in Francia e di cui sopravvive una fusoliera restaurata in un museo d’oltralpe, riporta il “5 rosso” laterale di forma errata, mentre mancano completamente dal foglio decals le svastiche di coda, forse per non incorrere in qualche norma in materia. Sarebbe comunque bastato inserirle tagliate in due, come in certi kit di provenienza nipponica. Strana scelta… per fortuna non sarà difficile procurarsene un paio da qualche vecchio foglio decals.


Il foglio delle decals contenuto nella scatola di montaggio


Per finire, le istruzioni sono semplici e chiare, con buoni riferimenti per la colorazione e il libretto allegato contiene i profili a colori e una serie di disegni d’epoca che, anche se riferiti in parte soprattutto per le ali, al Reggiane 2002 sono utili per dettagliare il kit e anche per… evidenziarne le pecche.
Tutto sommato si tratta quindi di una discreta base di partenza, che potrà utilmente essere integrata con i kit di dettaglio in resina e le fotoincisioni ad esso dedicati che sicuramente non mancheranno di comparire; la scelta di dividere le stampate tra ali e fusoliera fa intravedere inoltre la possibilità di avere a breve una scatola dedicata al Reggiane 2000, la cui unica riproduzione nella scala del quarto di pollice è quella SMER, ormai trentennale.
Resta solo la perplessità del prezzo di questa scatola, cioè 30 euro, che ci pare forse un po’ troppo elevato.

Luigi Carretta

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AGGIORNATO IL 10.06.2017

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