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AGGIORNATI IL 19.10.2011

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 BUGATTI 100P Riduci

BUGATTI 100P

Planet Models, 1/48

Il Bugatti 100P venne progettato nel 1937 da Louis de Monge, un ingegnere belga già costruttore di eliche nella 1a Guerra Mondiale e poi progettista di ali bimotori autoportanti sulla falsa riga del Burnelli UB-14; quest’ultimo senz’altro uno dei più brutti aerei mai costruiti. Dopo un intervallo lavorativo in qualità di progettista per una fabbrica di motociclette, De Monge venne, infine, assunto da Ettore Bugatti, all’epoca famoso costruttore di auto da corsa.



La copertina della scatola del ‘’Bugatti 100P’’.


L'aereo era concepito in risposta al concorso indetto nel 1937 dal Governo francese per un velivolo da prodursi sia in versione di aereo da corsa, sia come aereo da caccia. Il de Monge si prodigò nel dare forma alle idee di Bugatti, che voleva trasportare l’eleganza delle sue auto anche nel settore aeronautico. Tra disegno e costruzione il primo esemplare richiese più di due anni per l’assemblaggio ed era in fase di completamento quando la Germania invase la Francia nel 1940. Venne quindi rapidamente nascosto in un fienile vicino alla proprietà di Bugatti per evitarne il sequestro, ove rimase dimenticato per quasi trent'anni. Purtroppo, non ha mai volato ma dopo essere passato attraverso diversi proprietari è infine giunto al Museo a Oshkosh (Pioneer Airport) nel Wisconsin, in USA, dove è stato infine restaurato negli ultimi anni.



L’aereo originale esposto al Museo di Oshkosh.


L’aereo ha un estetica molto spinta, con forme assolutamente avveniristiche per l’epoca in cui fu concepito. Il prototipo doveva essere dipinto nel classico azzurro lucido Bugatti e iniziare i voli di prova entro la metà del 1940. Tuttavia, ad un analisi contemporanea, il progetto generale appare carente in molti punti. Per iniziare, due motori V8 per un totale di soli circa 900 cv difficilmente avrebbero potuto dare la potenza necessaria per battere qualsiasi record alla fine del 1930, quando esistevano già idrovolanti da corsa da 2.000 cv, con velocità superiori ai 640 Km/h. Dal punto di vista militare, poi, due piccoli motori che a malapena si avvicinavano alla potenza di un V-12 non sembravano certo adatti all’impiego previsto, con carichi aggiuntivi derivanti dalle armi, le blindature, ecc. Inoltre, la lunghezza eccessiva degli alberi motori avrebbe probabilmente creato problemi. Infine, la velocità stimata dal progettista di ben 885 chilometri all'ora o di 531 mph, appare chiaramente esagerata.
Tuttavia l’aereo mantiene intatto il fascino delle sue forme, figlio di un epoca che ha regalato enormi progressi all’aviazione.
Alla perenne ricerca di soggetti strani e inusuali la Planet Models ha quindi dedicato un kit in 1/48 a questo aereo. Il tutto è confezionato in una robusta scatola, con un bel disegno del velivolo. I pezzi sono contenuti in buste di plastica termosaldata. Le istruzioni, in ceco e inglese sono assai semplici, però al limite della comprensione per quanto riguarda l’abitacolo e il posizionamento dei pezzi. Un disegno in più non avrebbe guastato… Nessun riferimento coloristico viene fornito, ma l’immagine sulla scatola e quelle reperibili in rete forniranno tutte le indicazioni. Nessuna decalcomania è presente ma, d’altra parte, non sono necessarie.



Le parti principali del kit della Planet Models.


Il kit della Planet Models è comunque molto ben concepito. Piani di coda, ali e fusoliera sono infatti in un pezzo unico, assai ben fatto. Le pannellature sono incise, le sbavature e i segni della stampata minimi. L’unico difetto trovato è una piccola bollicina d’aria su una delle griglie di raffreddamento dei piani di coda. Le parti in resina aggiuntive servono come detto per dettagliare l’abitacolo, per i carrelli, gli scarichi e le eliche. Le gambe di forza sono in metallo; per applicarle bisognerà praticare un piccolo foro nel vano carrello per l’incastro. Il tettuccio è in vacuform ( ne vengono forniti due identici).
Tra i difetti da annoverare, la mancanza della presa d’aria superiore dietro il tettuccio (da rifare in plasticare), le prese d’aria poste alla base della radice alare (erano ovali e non tonde) e la leva di retrazione della gamba del carrello, anch’essa assente nel kit e da auto costruire.
Tutto sommato un modello accattivante, veloce da costruire e decisamente colorato. Con un adeguata ambientazione e la sua bella colorazione in blu lucido costituirà sicuramente un piacevole colpo d’occhio nella nostra collezione.

Luigi Carretta

PUBBLICATO IL 10 SETTEMBRE 2011

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AGGIORNATO L’11.02.2012

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