FOCKE-WULF 189A – NACHTJAGER
GREAT WALL HOBBY – SCALA 1/48
Decisamente i cinesi ce la stanno mettendo tutta per battere la concorrenza nipponica e, complice la crisi in cui da qualche tempo versa la Tamiya (ma anche l’Hasegawa), a quanto pare, le distanze si stanno rapidamente colmando, sia per quanto riguarda I soggetti trattati che, soprattutto, per quel che concerne la qualità.

La copertina della scatola.
Andando a colmare un vuoto esistente da tempo, la prolifica ditta cinese ha immesso sul mercato una serie di scatole (per il momento due ma altre sono in attesa per lo stesso soggetto) dedicate al
FW.189 , uno strano apparecchio da ricognizione, costruito attorno ad un ampia cabina vetrata, sul quale trovavano posto il pilota, un osservatore e un mitragliere. L’aereo era propulso da due motori Argus posti su di un doppio trave di coda. L’aereo trovò ampio uso praticamente su tutti i fronti, in Francia come in Russia, ed alcuni finirono i loro giorni con le insegne della stella rossa, con i sovietici che reimpiegarono i velivoli catturati, apprezzandone le qualità generali.
Questo è il secondo kit che il produttore cinese, associato alla Lion Roar che produce ottimi set di fotoincisione, ha dedicato allo strano ma attraente ricognitore tedesco della 2a G.M. Nello specifico, si tratta della versione da ricognizione notturna, un po’ impropriamente ribattezzata Nachtjager (cacciatore notturno), e dipinta in una mimetica a due toni di grigio.

Una delle ottime ‘’stampate’’ presenti nella scatola.
A parte la colorazione e le decals la scatola non si discosta molto dalla prima, uscita qualche mese fa. Quindi, ottimo dettaglio delle superfici, una miriade di pezzi ottimamente stampati, interni fantastici. La plastica del kit è in grigio chiaro e i vari pezzi sono suddivisi in cinque stampate più una per i trasparenti. Oltre a ciò troviamo anche una lastra fotoincisa, Lion Roar come dicevamo, con le cinture per i seggiolini e gli interni dei flap. Inoltre, troviamo anche un foglio adesivo con tutto il necessario per mascherare i numerosi trasparenti, decisamente un aiuto gradito in fase di colorazione, stante il grande numero di questi ultimi.
Il montaggio è preciso, anche se bisognerà prestare molta attenzione nella realizzazione della cabina di pilotaggio e annessi trasparenti che si potranno montare aperti o chiusi. Lo stesso dicasi per i due motori Argus, forniti nel kit e le cui gondole alari possono essere montate aperte o chiuse. I pezzi che compongono i propulsori sono molto belli; un po’ di lavoro di dettaglio con cavi e tubi completerà degnamente il tutto. Ottimi anche i carrelli, con le ruote fornite complete di bombatura inferiore a simulare il peso dell’aereo.
I carichi subalari sono quelli classici portati da questo velivolo: rastrelliere con delle piccole bombe.

Il trittico del FW 189-A.
Come abbiamo già detto per l’ampio abitacolo, anche il resto del kit si monta di precisione, con l’uso dello stucco veramente ridotto al minimo.
Ottimo il foglio di istruzioni, chiaro e preciso, e molto belle anche le decals dedicate ad un unico esemplare, il W7+CB appartenuto allo Stab 1/NJG 100, catturato e fotografato in Germania, con questa livrea, a fine della guerra.
Il prezzo si aggira attorno ai 40 €, decisamente abbordabile per un kit di questa qualità e scala, e senz’altro inferiore ad un pari classe kit nipponico. Come abbiamo già scritto in precedenza, quindi, le ditte giapponesi dovranno correre ai ripari, altrimenti resterà loro ben poco del mercato modellistico internazionale che si erano guadagnate negli anni passati con ottimi kit, dovendo, di questo passo, rassegnarsi a cedere il passo alla ben più dinamica concorrenza cinese.
Luigi Carretta
PUBBLICATO IL 1° SETTEMBRE 2011