SUPERMARINE SPITFIRE Mk.IXc
Dopo aver aspettato un po’ di tempo, finalmente, mi sono “regalato” lo
Spitfire Mk.IXc. Merlin in scala 1/32 della Ditta Tamiya.

La copertina del kit della Tamiya.
Aprendo la grande scatola quello che si può ammirare sono: più di 360 parti in plastica grigia, due set di fotoincisioni per dettagliare il cockpit, sei parti in plastica nera flessibile, un set di perni d'acciaio, un set di magneti in miniatura, varie piccole viti e parti di metallo, un set di mascherature adesive, due targhette autoadesive metalliche e due fogli decals per realizzare tre differenti velivoli.
Il modello si presenta inciso in fine negativo con un dettaglio di superficie semplicemente spettacolare, sicuramente tra i migliori che abbia mai visto.
La fusoliera principale è divisa in due sezioni nella parte centrale, con i pannelli separati della cappottatura motore e un grande inserto nell’impennaggio verticale sotto le superfici della coda.
Questa divisione che la Tamiya ha realizzato, potrebbe suggerire l’ipotesi della presentazione sul mercato di future differenti varianti con il ruotino di coda retrattile: forse lo Spitfire MK.VII e VIII.
Nella scatola sono presenti anche diversi parti “facoltative”. Fra queste ricordo: tubi dello scarico svasati o tubolari, due tipi di prese d’aria inferiori della sovralimentazione, altre due superiori più varie prese, due alternative per le estremità dell'ala, serbatoio ausiliario ventrale da 250 galloni, due differenti versioni dell’armamento alare con i 2 cannoncini da 20mm e le 4 mitragliatrici da 7,7mm per ogni ala, armamento di caduta comprendente due bombe da 250 libbre e relativi travetti, tre varianti di cerchioni a cinque e quattro raggi, entrambi con pneumatici in gomma morbida per simulare l'effetto peso.
Il modello si può realizzare con i carrelli estesi o retratti; in quest’ultimo caso tramite un piedistallo fornito a corredo del kit.

I dettagli di due delle ottime ‘’stampate’’ del kit.
Tutti i piani di movimento sono separati: alettoni, flap, timone di direzione e di profondità si montano a mezzo di cerniere in metallo e possono essere posizionati in movimento per un effetto più realistico.
Il motore
Rolls Royce Merlin è un autentico modello nel modello. Infatti, tramite gli appositi pannelli, dello spessore di una frazione di un millimetro e l’innovativo uso dei magneti essi posso essere rimossi e posizionati a piacere e con un precisione millimetrica.
Il cockpit è ben fatto, curato e dettagliato fin nei minimi particolari anche con l’ausilio di parti foto-incise; il portello di accesso è posizionabile aperto. A completamento è fornito un pilota RAF in posizione di guida e uno in piedi; entrambi ben fatti e da utilizzarsi per un eventuale ambientazione.
I trasparenti sono sottili, limpidi, esenti da distorsione e completi di mascherine autoadesive.
I due fogli di decals, stampati bene e a registro, consento di scegliere fra tre opzioni differenti: un esemplare nella versione standard RAF con parti superiori in Ocean Grey e Dark Green e parti inferiori in Medium Sea Grey; un esemplare desertico appartenente al 145° Sqn polacco in Tunisia nel 1943 e, infine, uno Spitfire francese basato a Nha-Trang in Indocina nel 1948.

La foto di uno Spitfire dello Squadrone Polacco della RAF.
Da precisare che le decals del pannello strumenti, a una prima visione, sembrano sbagliate perché si vedono solo dei dischi scuri di varie dimensioni. In realtà, quello che si vede della decalcomania è il retro; essa va quindi inserita nel quadro portastrumenti principale applicandola alla rovescia, così il trasparente crea un effetto lente d’ingrandimento e il risultato finale è abbastanza reale.
A completamento del kit un chiaro ed esaustivo libretto di istruzioni e un photofile in formato A5 full-colour particolarmente utile per la costruzione, verniciatura e la scelta delle varie opzioni.
Insomma alla fine quello che mi resta da dirvi e che non vedo l’ora di assemblarlo e verniciarlo da “scatola”: sarà un autentico piacere! D’altronde, la casa nipponica non ha bisogno di nessuna presentazione…
Mirko D’Accordi
PUBBLICATO IL 29 GENNAIO 2012