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  giovedì 24 luglio 2014 GLI AEREI DAL 1903 AL 1945 * IL MISTERIOSO ‘’OLIVE DRAB’’ Registrazione 
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AGGIORNATO IL 25.04.2014

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 IL MISTERIOSO ''OLIVE DRAB'' Riduci

IL MISTERIOSO ‘’OLIVE DRAB’’


di Luigi Carretta


Nel modellismo così come in tutte le attività umane vi sono delle certezze acquisite, considerate dai più fisse e inalterabili, veri e propri pilastri cui il modellista può tranquillamente fare affidamento. Il colore “Olive Drab”, malamente tradotto in italiano con il termine “Verde Oliva” è senz’altro tra queste. Tuttavia una attenta analisi della sua genesi ed utilizzo ha evidenziato che le cose non stanno proprio così.



Quello che segue è uno studio nato dalla comparazione tra le non poche immagini a colori di velivoli americani della seconda guerra mondiale, la documentazione ufficiale esistente e i colori disponibili attualmente sul mercato; studio effettuato nel tentativo di definire il colore corretto da applicare ai nostri modelli e che speriamo possa essere di utilità anche ad altri appassionati di questo hobby.

La nascita di un colore fortunato

La prima comparsa del colore che diverrà universalmente noto come “Olive Drab” avviene in terra inglese, ove nella Prima Guerra Mondiale con la finitura khaki lucida, denominata “PC10” (“RFC Green” in alcuni testi) dall’Aprile 1916 si iniziò a dipingere gli aerei per sottrarli alla ricognizione nemica.
Dopo la guerra il Corpo Aereo dell’Esercito Americano adottò e testò alcuni velivoli inglesi, tra cui il noto Airco D.H. 4 (i famosi .Jenny. che furono usati come aerei da addestramento sino agli anni ‘30 inoltrati) verniciati in questa tinta.
Nel 1919 il colore venne ufficializzato mediante l’adozione dell’US Army catalog n° 4 “Pain and Varnishes”.. Questo catalogo conteneva 16 colori diversi, numerati dal 501 al 516. La finitura “Khaki” basata sul PC10 aveva il numero 515. Il catalogo fu ampliato nel maggio 1920 con la specifica “24-106” dell’Air Service che conteneva i riferimenti per i colori sia in forma lucida che opaca.
Contemporaneamente, il Dipartimento della Guerra introduceva anch’esso una specifica del novembre 1919, chiamata “3-1”, per il mimetismo dei mezzi dell’Esercito che conteneva un colore denominato “Olive Drab” (“Oliva Marrone Spento”, questa la corretta traduzione) con il numero di serie 22. Per la prima volta appariva quindi, ad opera di un oscuro redattore del Ministero, la definizione che diverrà poi universalmente conosciuta.
Alla fine del 1925 le due specifiche sopra citate furono unificate in una sola, la “3-1” ed il “Khaki” n° 515 fu sostituito definitivamente dall’”Olive Drab” n°22. La migliore descrizione che si possa dare di questo colore è quella di un .marrone verdastro; un ottimo esempio della corretta sfumatura di questo colore è il disegno della scatola del P-26 Hasegawa in 1/48, in cui la fusoliera è khaki e le ali gialle.
L’uso di questa tinta fu breve in quanto la forza aerea, nel 1934, modificò i colori dei propri aerei utilizzando dapprima, per l’appunto, ali gialle e poi fusoliere blu con buona pace delle necessità di occultamento. Tale colore rimase in catalogo sino al 1943, quando fu ridesignato con il numero 108, e incluso nel bollettino ANA 166 del dicembre 1943 come “ANA 504” ma con una finitura lucida, non essendo quindi apparentemente più destinato all’uso come colore mimetico per aerei.
Le tinte mimetiche opache per uso aeronautico furono sviluppate per la prima volta nel 1930; vi fece seguito la pubblicazione di una serie di specifiche, l’ultima delle quali nel 1938, la “Spec 14057-B”, contenente con il numero 31 un colore chiamato “Dark Olive Drab”, che può essere efficacemente descritto come un verde scuro e che sembra fosse utilizzato, anche se non in maniera ufficiale, sin dal 1932.
Il suo uso era previsto con il Neutral Gray n° 32; in seguito fu però sviluppata anche un’altra tinta similare, il “Light Olive Drab” 35, usato per mimetizzare un certo numero di Douglas A-20. Questo colore era ottenuto mescolando un 10% di “Chrome Yellow” al “Dark Olive Drab” 31. Tuttavia, non venne ritenuto altrettanto efficace del colore più scuro e il suo uso fu presto abbandonato.

Una crescita travagliata!

I risultati finali e definitivi di tutte le sperimentazioni in materia di mimetismo per gli aerei effettuate dall’USAAC furono riassunti ed ufficializzati in una pubblicazione della fine del 1940, la Specifica dell.Air Corps n° 24114 “Camouflage finishes for aircraft”, contenente il noto Bollettino n° 41 che introduceva finalmente i nuovi colori opachi per pitture mimetiche permanenti. Il “Dark Olive Drab” superfici inferiori, e tale impiego con le stellone bianche/rosse/blu fu osservato in pubblico per la prima volta applicato a 21 P-36 che furono schierati in una famosa apparizione alla National Air Races del 1939 che si tenne a Cleveland, Ohio, tra il 2 e il 4 settembre di quell’anno.
Secondo alcuni resoconti questa fu da parte dell’USAAC una mera operazione di marketing al fine di rassicurare il pubblico, anche a seguito di alcuni articoli comparsi su dei giornali popolari che anche gli Stati Uniti al pari delle nazioni europee disponevano di aerei mimetizzati. Vero o no che fosse, nel 1940, con la guerra europea in pieno svolgimento, fu deciso di applicare la nuova finitura mimetica a due toni direttamente in fabbrica a tutti i P-40, allora l’aereo da caccia di punta presente nei ranghi americani.



Con questa nuova livrea, ritenuta dal Corpo Aereo la più efficace per il mimetismo dei propri velivoli, i Curtiss fecero la loro apparizione in Cina e nel Pacifico.
A margine è interessante sottolineare che veniva ora denominato “Dark Olive Drab” 41 ma la finitura, ossia un verde scuro, rimaneva assolutamente identica. Si noti altresì la particolarità di ridenominare i colori in base alla pubblicazione in corso per sottolinearne l’aggiornamento, una caratteristiche che si ritrova spesso nelle pubblicazioni tecniche americane.
Questo colore a differenza di altri citati nel Bollettino n° 41 non aveva nessuna indicazione in merito ai pigmenti da usarsi per ottenerlo, era sufficiente che il produttore ottenesse la finitura richiesta, che doveva essere accettata dalla commissione tecnica di controllo preposta. Questa tinta in origine era un mix di sette diverse pigmentazioni, tra cui il cadmio usato come stabilizzante.
Con l’intensificarsi della produzione bellica questo metallo non venne più impiegato in quanto destinato a induritore indispensabile per la produzione delle piastre di corazzatura. La conseguenza diretta fu che il colore delle superfici divenne molto meno stabile al variare delle condizioni atmosferiche, soprattutto sotto il sole del deserto o del Pacifico, virando verso una colorazione bruno-rossiccia che è la causa principale della confusione esistente in merito alla esatta finitura di questa tinta mimetica. Si veda la foto sottostante.



Si deve quindi ribadire che il Dark Olive Drab era una tinta VERDE SCURO quando nuovo.
Ad ulteriore conferma di ciò vi è l’accettazione da parte inglese del “Dark Olive Drab” 41 al posto del “Dark Green”, per gli aerei ceduti in Lend-Lease, nell’interesse di una maggiore standardizzazione.
Quindi è evidente che il colore n° 41 era solo leggermente differente dal verde Scuro usato dalla RAF.

Successo su tutti i fronti!

Nel febbraio del 1942 fu creato lo JAC, Joint Air Comittee, formato dalla neonata USAAF, dall’USN e dall’Inghilterra, all’epoca massiccia utilizzatrice di aerei americani.
Questo comitato, che aveva il compito di razionalizzare ed uniformare la produzione aeronautica mise quindi a punto una cartella contenente i colori mimetici da usarsi valida per tutti i servizi e con 13 colori diversi. In questa cartella il .nostro “Dark Olive Drab” 41 sostituiva il “Dark Green” inglese, divenendo quindi il verde scuro cui fare riferimento per la mimetizzazione degli aerei.



Tuttavia a quanto pare il nuovo colore verde scuro non andava bene a chi sino a qualche tempo prima gestiva il servizio aereo militare americano sia all’Esercito, che nel febbraio del 1943 chiese ed ottenne per i propri aerei leggeri un cambiamento della tinta indicando al posto del colore n° 41 un’altra tinta, chiamata “Class 204” del catalogo “TAC ES-680”.
L’Esercito americano rivide quindi, nell’aprile di quell’anno, la sua vecchia specifica “3-1”, pubblicando una tabella con 28 colori lucidi, 12 semi lucidi e 32 opachi, contenente anche e curiosamente una tabella con riferimenti incrociati agli altri standard adottati.
Proprio grazie a questa tabella scopriamo che il “Class 204”, ora denominato “colore n° 319” era chiamato anche “ANA Olive Drab”, a sua volta identico al “colore n° 9” dell.US Army Engineers Corps, ossia il colore con cui venivano mimetizzati i mezzi da combattimento!
L’Esercito aveva dunque compiuto la precisa scelta di differenziare i propri velivoli, come ad esempio gli aerei da collegamento che gli erano rimasti, con un colore sempre verde ma diverso da quello della neonata Forza Aerea. Fu un modo dell’US Army per differenziare i propri velivoli da quelli che gli erano stati portati via per assegnarli ad un’altra forza armata?
O fu semplice volontà di utilizzare le scorte di colore ancora disponibili a magazzino?
Non è dato saperlo.



Quello che ci interessa è che questa tinta, con una sfumatura leggermente più marrone del verde scuro usato dall’aeronautica era già stato usato sui velivoli in Africa del Nord, ove il Quartiere Generale delle Forze Aeree del Nord Ovest dell’Africa, nel marzo del 1943, prese la decisione, data la grande disponibilità di latte di vernice presso i magazzini e la necessità di adattarli al nuovo teatro di operazioni, di riverniciare i propri velivoli in questa tinta, utilizzandola per le superfici superiori con il colore chiamato “Field Drab. n° 4”, mentre le superfici inferiori erano dipinte in “Pale Blue” (1).
Questo uso sul campo. fu quindi il primo in assoluto del nuovo “Olive Drab” con sfumatura marrone.

I nuovi colori ANA alla riscossa!

Lo JAC nel frattempo proseguiva per la propria strada e, nel maggio del 1943, pubblicava le nuove chips di colore. Tuttavia il loro uso generalizzato non iniziò prima del settembre 1943 quando il bollettino aeronautico Army-Navy n° 157 designato “Colours List of Standard Aircraft Camouflage” fu infine pubblicato, rimpiazzando il “Bollettino n° 41” e tutti i precedenti per uso aeronautico.
L’”Olive Drab” 319/Class 204 prendeva ora la nuova designazione di “colore n° 613”. Questo colore è decisamente e indubbiamente a sfumatura MARRONE.
A questo punto la domanda fondamentale è:quando questa nuova tinta iniziò a fare la sua apparizione sugli aerei? Dalle date riportate sopra e dall’analisi delle foto disponibili è opinione dello scrivente che il nuovo colore abbia fatto la sua apparizione a cavallo tra marzo/aprile del 1943, sottolineando che, almeno per un certo periodo, entrambe le tinte siano state usate, a volte anche sullo stesso aeroplano assemblato magari con parti prodotte in stabilimenti diversi, come nel caso di taluni C-47 Dakota da trasporto. Si veda in proposito la foto sottostante in cui il B-17 in primo piano (operante sul teatro europeo come i codici di coda confermano, e quindi lontano dal sole africano o del Pacifico) ha le semiali, i piani di coda e la deriva in un verde molto più scuro della fusoliera, evidentemente frutto dell’assemblaggio di pezzi provenienti forse dalla stessa fabbrica ma dipinti attingendo a scorte di colore diverse (per velocizzare la produzione, i magazzini dei materiali di una stessa fabbrica, infatti, non erano centralizzati, ma separati per ogni reparto produttivo con conseguenti diversi ratei di utilizzo delle scorte). Tuttavia, con una mancanza di coerenza che di solito si tenderebbe più ad attribuire ad altri che non agli americani, l’USAAF decise, nell.ottobre del 1943, di fare ameno del colore mimetico tornando al metallo naturale.



Motivo: il risparmio di tempo nella produzione e di peso per i velivoli (un B-17 richiedeva 120-130 Kg di colore!).
La decisione fu profondamente osteggiata dalle unità al fronte, soprattutto europeo, che sino al termine del conflitto continuarono ad usare tinte mimetiche, a volte nemmeno quelle ufficiali, servendosi di qualunque latta di colore andasse bene.
Sono famosi i P-47 dell’8th Air Force dipinti con colori presi a prestito dalla RAF e ognuno con una livrea diversa. Oltre a ciò, gli aerei da trasporto e quelli in lend-lease, a dimostrazione di una decisione unilaterale, ontinuarono ad essere dipinti con la prevista mimetica.
L’”ANA 613”, quindi, almeno ufficialmente, fu usato per i soli pannelli antiriflesso e come colore mimetico in generale, rimanendo in catalogo sino al 1964, quando fu introdotto infine il catalogo “FS 595°”.

Il mitico “Federal Standard”

Come dice chiaramente il nome il catalogo “Federal Standard” trae le sue origini dal tentativo postbellico del Governo Federale di unificare tutte le tinte usate dalle varie agenzie governative in un unico catalogo che potesse finalmente essere usato da tutti.
Il risultato di ciò fu, per l’appunto, il “Federal Standard Catalogne” che fece la sua prima apparizione nel gennaio del 1950. In questo nuovo standard il colore “ANA 613 Olive Drab” così come inteso per l’uso dall’USAF, l’USN e dall’US Army per l’uso aeronautico, che dopo la guerra aveva smesso di dipingere i propri aerei ed elicotteri con il colore dei mezzi corazzati, fu unificato con il colore “n° 319” dell’US Army “Spec 3-1” (usato dall’US Army sui suoi mezzi da combattimento) e pubblicato nel Federal Standard “TT-C-595” con la designazione di “3412”. Nel marzo 1956 il “TTC-595” fu sostituito dal “FS 595°”. Nel nuovo standard il colore “3412” diventava finalmente l’ormai notissimo “FS 34087”.
Chiunque osservi questo colore si accorgerà che esso ha una sfumatura di marrone. Sfortunatamente il nuovo “34087” non era proprio identico al vecchio colore “3412”. Ciò vale per la maggior parte dei colori dei due cataloghi, così non c’è corrispondenza assoluta tra le tinte del catalogo “TT-C-595” e quelle del “FS 595”, cosicché il colore del “FS 595” è solo molto somigliante ma non equivalente al suo predecessore.
Ma è a questo punto che il catalogo “FS 595” diventa confuso. Ci si aspetta infatti che i colori, a parte la finitura lucida, semilucida e opaca designata dai primi numeri della combinazione rispettivamente con 1, 2 e 3 sia esattamente lo stesso. Ma mentre il 14087 e il 24087 sono lo stesso colore, ossia un verde scuro, il 34087 è un marrone verdastro! Tuttavia il catalogo “FS 595°” è stato sin dall’inizio considerato una soluzione temporanea e soggetta comunque al controllo dell’”US Army Coatings and Chemical Laboratory” dell’”Amberdeen Proving Ground” nel Maryland, risultando quindi aperto ad alcune possibili variazioni.
L’anomalia è stata corretta con l’adozione dell’“FS 595b” (meno diffuso tra i modellisti, però) che eliminava la distinzione tra l’1, 2 e il 3 delle tinte.
Ora, il colore prima noto come 14087 e 24087 diventa 14086 e 24086. Essi sono ancora dei verdi scuri con una sfumatura di marrone. Il 34087 diventa invece il 34088 che è anch’esso un marrone con una sfumatura verde.
A questo punto diventa evidente che l’unico colore che possa vantare una equivalenza con l’”FS 595b Olive Drab” è l’”ANA 613” del 1943, che a sua volta era la sostituzione del “Dark Olive Drab” 41 introdotto nel 1940.
L’unica conclusione che si può trarre è che non c’è mai stato, all’interno del catalogo “FS 595”, un vero equivalente del “Dark Olive Drab2 41 usato dagli americani e dai loro alleati nei primi tre anni di guerra, e ciò che si afferma da anni sulle varie riviste di modellismo, siti internet ecc. appare errato, frutto della ripetizione e sedimentazione di un concetto troppe volte ripetuto.



Considerazioni conclusive

Questo studio è nato quasi per caso, quando, nel tentativo di definire quale sfumatura di verde applicare ad un P-40 in 1/48 catturato dai giapponesi, ci siamo imbattuti in alcune foto a colori del periodo bellico, in cui il verde non aveva nulla a che fare con i colori che avevamo in mano. Da qui l’ovvia curiosità, con la scoperta che le pellicole Kodak a colori usate nel periodo bellico erano famose per la loro stabilità e fedeltà cromatica del vero e che l’”Olive Drab” era ben diverso da quello attuale.



Con encomiabile sforzo, inoltre, i vari autori che si sono succeduti negli anni hanno tutti tentato come noi di rapportare i colori al catalogo “Federal Standard”, l’unico attualmente ampiamente diffuso e che costituisca una valida base di riferimento.
La versione “B” dello stesso è un po’ più completa anche se, fortunatamente, i vari produttori di colori hanno mantenuto i loro riferimenti alla versione “A”, bastando ed avanzando la confusione creata dalla Humbrol quando ha deciso di passare dalla serie alfa-numerica chiamata “Authentic” a quella solo numerica “Humbrol”. Tuttavia i colori del catalogo stesso sono assai numerosi e talvolta differiscono tra loro per sfumature minime. E’ il caso di quanto citato da Angelo Falconi nel suo libro, indicato in bibliografia e ormai datato 1985, che riporta il “FS 34079” come verde di riferimento praticamente per tutti gli “Olive Drab” americani del periodo bellico, affermazione che non ci vede concordi preferendo, foto a colori e prove coloristiche effettuate alla mano, il “FS 34087”, un po’ più chiaro e leggermente più marrone del 34079.
Infatti questo è un ottimo chip per il “Dark Green” della RAF.
Lo stesso Falconi peraltro indica esattamente per l’”Olive Drab” alterato a seguito dell’uso, soprattutto dopo lo scadimento della qualità dei pigmenti come indicato nel testo, una tinta simile al “4201”, di cui non esiste nel “FS 595°” la variante opaca ma solo quella semilucida.
Tuttavia la vernice, ovviamente assolutamente opaca, potrà essere riprodotta con il “Khaki” XF 49 della Tamiya.
A titolo di curiosità riportiamo che alcuni perfezionisti del dettaglio fecero giustamente osservare, a suo tempo, come i P-40 del film “Pearl Harbour” siano dipinti in un colore troppo scuro rispetto al verdone con cui dovevano essere dipinti all’epoca.
Al di là della polemica l’indicazione utile che il modellista può trarre da queste note è la necessità di collocare temporalmente, in maniera esatta, il proprio modello, onde utilizzare la giusta sfumatura di “olive drab”. Le tinte che indichiamo nella tabella allegata all’articolo sono state tutte utilizzate per le prove di colore effettuate per la redazione di questo articolo e sono quelle che a parere di chi scrive hanno dimostrato di garantire una fedeltà coloristica ed una resa ottimale, unite ad una grande facilità d’uso. Restando con ciò ben lontano da quella bizzarra “moda” che sembra avere preso piede negli ultimi anni tra produttori minori di colori per modellismo, in base alla quale se il modello è più piccolo del mezzo reale anche il colore deve essere opportunamente schiarito con il risultato di avere in mano un barattolo di colore pressoché inutile al momento di fare ritocchi, miscele, diluizioni per ombreggiature ecc.
Ovviamente ogni modellista ha la sua personale teoria in merito e quanto affermiamo può essere condiviso oppure no, soprattutto quando si riproduca un soggetto usurato del periodo bellico. I colori stessi oggetto di questo articolo, inoltre, differiscono tra loro in maniera tutto sommato relativa, anche se significativa a seconda dei periodi storici e dei teatri operativi.
Peraltro, a meno che non si decida di riprodurre un soggetto nuovo di fabbrica, gli accorgimenti hobbystici per simulare il degrado del colore originale sono tanti e tali da porre rimedio, fortunatamente per il modellista, alla necessità di una definizione perfetta e di una precisa sfumatura di “Olive Drab”, cosa che causerebbe dei grattacapi a più di una persona.
A lato del nostro banco da lavoro infine, a ricordarci che l’argomento va affrontato con una certa pragmaticità abbiamo appeso una foto scattata in un parco mezzi dell’esercito italiano, con cinque carri M-113 tutti in verde oliva, ma con cinque sfumature assolutamente diverse tra loro.

Luigi Carretta

Note


1 - Colore ottenuto miscelando 1/8 di pinta di Blu n° 307 della .3-1.con un gallone di bianco, ossia un rapporto di 1 parte di blu ogni 64 di bianco, ottenendo un azzurro molto chiaro.

Bibliografia

- Colori e colorazioni nel modellismo aereo" di Angelo Falconi, Delta Editrice 1985
- IPMS Colour Cross-reference Guide di David H. Klaus, IPMS USA 1988
- The Official Monogram US Army Air Service and Air Corps Aircraft Colour Guide Vol. 1 1908-1941.di Robert D. Archer, Monogram Aviation Publications,1980
- USAAF Aircraft Markings and Camouflage 1941-1947 di Robert D. Archer
- Air Force Colors, Volume 1, 1926-1942 di Dana Bell, Squadron Signal 1979
- Federal Standard Catalogue FS 595 A - Vol.1, Marzo 1979
- Federal Standard Catalogue FS 595 B - Vol.1, Ottobre 1985


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