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  domenica 28 febbraio 2021 GLI AEREI DAL 1939 AL 1945 - 2ª GUERRA MONDIALE * XP - 55 “ASCENDER” - Kit Modelsvit,1/48 Registrazione 
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AGGIORNATO IL10.11.2019

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 XP - 55 “ASCENDER” - Kit Modelsvit,1/48 Riduci

XP - 55 “ASCENDER”

Kit Modelsvit,1/48, n° cat. 4808
di Luigi Carretta


La ricerca di sempre maggiori prestazioni in campo aeronautico si sviluppò come noto fra gli anni ’30 e ’40 nei due grossi settori della motoristica e della aerodinamica, in un continuo sperimentare di soluzioni che cercavano sia di fare interagire tra loro quanto di meglio – o di nuovo – le due branche tecniche avevano da offrire, sia sperimentando soluzioni aerodinamiche magari già note e collaudate ma che alla luce delle nuove tecnologie potevano dare risultati.


La copertina della scatola del kit Modelsvit.


Fu questo il caso dei velivoli ad elica spingente, non certo una novità dato che il loro apparire fu contestuale alla nascita dell’aeronautica, ma che venne via via abbandonata nel corso della 1° Guerra Mondiale quando divenne evidente che i velivoli ad elica traente erano più veloci e maneggevoli. Idea abbandonata, ma non certo dimenticata. Le nuove leghe metalliche e i relativi sistemi costruttivi spinsero quindi i fabbricanti a riprendere in mano il concetto e cercare di sviluppare velivoli che offrissero vantaggi che i monomotori da caccia di concezione tradizionale non avevano, prima di tutti la possibilità di installare un potente armamento in prua, libera dall’ingombro del motore. Uno tra i primi velivoli fu italiano, il SAI Ambrosini S.S.4 che volò già nel 1939 e che però la Regia Aeronautica non accettò, ritenendo poco maturo il concetto.
Nello stesso anno anche l’United States Army Air Corps emise una specifica di richiesta per un nuovo velivolo da caccia non convenzionale, che avanzò lentamente nell’analisi delle proposte presentate dalla Vultee's con l’XP-54, la Northrop's con l’XP-56 e infine la Curtiss con il proprio XP-55 al 10 luglio 1942, quando la nuova United States Army Air Forces sottoscrisse infine con la Curtiss un contratto di fornitura per tre prototipi di un velivolo da avviare a prove di valutazione comparative, al quale venne assegnata la designazione ufficiale XP-55 “Ascender”. Si trattava di un aereo spinto dallo stesso motore del Mustang, e dotato di due cannoni da 20 mm e due mitragliatrici da 12,7 in prua. Dotato di ali a freccia nella parte posteriore della fusoliera e una configurazione canard con carrello triciclo si presentava come assolutamente innovativo rispetto agli aerei allora in servizio.


Due “stampate” del kit dell’XP-55.


Potente anche l’armamento previsto, ben 4 cannoni automatici Hispano-Suiza HS.404 calibro 20 mm ed eccellente la visibilità verso l‘avanti e il basso, grazie al grande abitacolo. Il velivolo venne portato in volo per la prima volta da J. Harvey Gray, pilota collaudatore della Curtiss, il 19 luglio 1943 che evidenziarono la necessità di intervenire sule alette canard e gli ipersostentatori sul bordo d’uscita delle ali. Il 15 novembre il primo prototipo precipitò, capovolgendosi durante delle prove di stallo. Il secondo prototipo venne completato con alette canard, equilibratori e ipersostentatori modificati per risolvere il problema della controllabilità dell’aereo, ma soprattutto aumentando di circa 1,20 metri l’estensione alare. Tra il 16 settembre e il 2 ottobre 1944 il secondo XP-55 compì numerosi test, rivelando però caratteristiche di volo inferiori ai velivoli allora in uso. Nel frattempo era stato realizzato anche il terzo prototipo con la stessa configurazione del secondo, ma lo sviluppo dei jet decretò comunque la fine del programma (il primo Lockeed P-80 Shooting Star volò l’8 gennaio 1944). Peraltro il 27 maggio 1945 anche il terzo prototipo precipitò durante un’Air Show, uccidendo il pilota e 4 civili, chiudendo così le sperimentazioni dell’USAF con i velivoli canard.
Dopo anni di oblio questo difficile ma comunque attraente velivolo è diventato infine il soggetto di una riproduzione in scala, a cura della Modelsvit che nel 2019 ha dedicato ad esso una scatola a tiratura limitata.
La ditta ucraina (da non confondere con il suo distributore bulgaro, che riporta sotto il nome l’assai appropriata dicitura “balkans”) è specializzata in kit in 1/72 di velivoli sovietici e francesi particolari, come il prototipo T-10 del Su-27, i vari Mirage 4000 o a decollo verticale ecc., e solo di recente ha cominciato ad avventurarsi nella scala del quarto di pollice. I kit sono di ottima fattura, e questo XP-55 conferma il trend.
Il modello è infatti composto da 114 pezzi ben stampati, distribuiti su sei stampate contenute in una scatola con attraente grafica e robusta -dettaglio da non trascurare se si acquista in rete e ci si fa spedire il materiale – insieme ad un esaustivo e completo foglio di istruzioni di otto pagine scritto in ucraino e in inglese, decals per due prototipi del velivolo, un foglio di fotoincisioni con 22 pezzi e un set di mascherine adesive per il tettuccio. A questo punto si deve fare una necessaria precisazione: la Modelsvit ha fatto riferimento all’unico esemplare oggi esistente, ossia il velivolo 42-78846 attualmente esposto all’Air Zoo museum di Kalamazoo nel Michigan, che lo ha ricevuto in prestito dallo Smithsonian's National Air and Space Museum in Washington, D.C. dove era rimasto custodito per decenni senza essere esposto al pubblico.


Due tavole con le istruzioni per realizzare il modello.


L’aereo è stato completamente restaurato e ridipinto nel 2001-2003, ed è in questa configurazione che viene riprodotto nel kit. Esistono infatti foto che attestano l’installazione di armi a bordo dell’aereo, così come delle protezioni blindate alle spalle del seggiolino, ma queste non si troveranno nelle stampate. Ci sono invece tutti gli elementi per una eccellente riproduzione dell’abitacolo, composto da ben 50 pezzi diversi tra plastica e fotoincisione con alcune configurazioni opzionali e con sette diversi pannelli strumenti che richiedono solo una attenta colorazione che ne esalti l’ottimo dettaglio. Non meno belli peraltro i carrelli e relativi vani, completi praticamente in ogni dettaglio, mentre il dettaglio superficiale risulta molto bello, fine e completo. La costruzione è suddivisa in 29 passaggi diversi, molto chiari anche se bisognerà prestare attenzione nello staccare i pezzi, dato che i singoli elementi sono stampati molto finemente e con spessori minimi – soprattutto le estremità e i bordi di uscita delle ali – e collegati alle stampate con dei pin abbastanza robusti. Inoltre il kit, come quasi tutti quelli a tiratura limitata, non dispone di fatto di perni e fori di incastro, così che il corretto posizionamento della fusoliera, comunque abbastanza massiccia, e delle estensioni alari all’esterno dei piani verticali risulti abbastanza difficoltosa.
Noi abbiamo rapidamente risolto autocostruendo degli incastri con profilati in plastica appositamente tagliati e con varie prove a secco, ma è un passaggio da non trascurare. I flabelli posti attorno all’ogiva dell’elica sono riprodotti in fotoincisione, la resa finale è ottima ma anche qui bisognerà prestare un po’ di attenzione nel maneggiare i vari elementi, che sono abbastanza delicati. I trasparenti sono di ottima fattura, chiari e limpidi e senza segni di stampate od altri elementi fastidiosi, e si possono posizionare aperti o chiusi.
Per la colorazione la Modelsvit fornisce una pagina a colori con i riferimenti Humbrol, e le decals fornite permettono di riprodurre due velivoli:
• l’XP-55 n° 42-278846, secondo prototipo nella configurazione dell’autunno 1944,
• l’XP-55 n° 42-278846, terzo prototipo nella configurazione che aveva nel maggio 1945.


Uno dei tre prototipi dell’XP55 conservato in museo.


La colorazione per entrambi è nel classico Olive Drab per le superfici superiori e grigio chiaro per le inferiori, nulla quindi di particolare ma la conformazione generale del velivolo lo rende già di per sé un soggetto attraente da aggiungere alla propria collezione. In definitiva un ottimo kit, dal discreto rapporto prezzo/qualità dato che per 40 euro ci si può portare a casa un modello divertente da costruire, a cui sostanzialmente basterà aggiungere colla, colori e un po’ di sano divertimento modellistico.
Decisamente consigliato. .



ENGLISH VERSION

XP-55 “ASCENDER”

Modelsvit, 1/48 scale, cat. No. 4808
by Luigi Carretta


The research for ever greater performance between the '30s and' 40s developed mainly in the fields of engines and aerodynamics, in a continuous experimentation and test of solutions that sought both to make the best interact with each other - or again - the two technical branches had to offer, both by experimenting with aerodynamic solutions perhaps already known and tested, but in the light of the new technologies provided to give results.
This was the case of the propeller-driven aircraft, certainly not a novelty given that their appearance was contextual to the birth of the aeronautics, but which was gradually abandoned during the 1st World War when it became evident that the propeller-driven aircraft were faster and easier to handle. A loose but certainly not forgotten idea. The new metal alloys and construction systems pushed the manufacturers to take up the concept again and try to develop aircraft that offered the advantages that traditional single-engine fighters did not have, first of all the possibility of installing a powerful armament in the bow, free from the size of the engine. One of the first aircraft was Italian, the SAI Ambrosini S.S.4 which already flew in 1939 but which the Regia Aeronautica did not accept, considering the concept to be not very mature. In the same year, the United States Army Air Corps also issued a request for a new unconventional fighter aircraft, which slowly advanced in the analysis of the proposals presented by Vultee's with the XP-54, the Northrop's with the XP- 56 and finally the Curtiss with the XP-55 on 10 July 1942, when the new United States Army Air Forces finally signed a supply contract with Curtiss for three prototypes of an aircraft to be used in comparative evaluation tests, which was assigned to the official designation XP-55 “Ascender”. It was a plane powered by the same engine as the Mustang, and initially equipped with two 20mm guns and two 12.7 machine guns in the bow. Equipped with swept wings at the rear of the fuselage and a canard configuration with tricycle landing gear, it was an absolutely innovative machene compared to the aircraft in service.
Powerful armament is also provided, four Hispano-Suiza HS.404 automatic guns in 20 mm caliber combined with an excellent forward and downward visibility, thanks to the large cockpit. The aircraft was first flown by the Curtiss test pilot J. Harvey Gray on July 19, 1943, who highlighted the need to work on the canard fins and on the flaps on the trailing edge of the wings. On November 15 the first prototype crashed, capsizing during some stall tests. The second prototype was therefore completed with modiefied canard fins, balancers and flaps, and above all by increasing the wingspan by about 1.20 meters in an attempt to solve the problem of the stability and controllability of the aircraft.
Between September 16 and October 2, 1944, the second XP-55 underwent various tests, but revealed flight characteristics inferior to the aircraft already in use. In the meantime, the third prototype had also been built with the same configuration as the second one, but the development of the jets still meant the end of the program (the first Lockeed P-80 Shooting Star flew on January 8, 1944). Moreover, on May 27, 1945, the third prototype also crashed during an Air Show, killing the pilot and 4 civilians, thus closing the USAF experiments with canard aircraft.
After years of oblivion this difficult but still attractive aircraft has finally become the subject of a scale reproduction by Modelsvit which in 2019 dedicated a limited edition box to it.
The Ukrainian company (not to be confused with its Bulgarian distributor, which used the name "balkans" too) is specialized in 1/72 kits of Soviet and French aircraft, such as the T-10 prototype of the Su -27, the various Mirage 4000 or vertical takeoffs Mirages etc., and only recently has it begun to venture into the quarter inch scale. The kits are well made, and this XP-55 confirms the trend.
The model is in fact made up of 114 good pieces on six sprues, contained in a sturdy box - a detail not to be overlooked if you buy online and have the material sent to you - with attractive graphics together, with an exhaustive and complete eight-page instructions sheet written in Ukrainian and English language, plus decals for two prototypes, a photoetched sheet with 22 pieces and a set of adhesive masks for the canopy. At this point, a necessary clarification must be made: Modelsvit referred for the model kit to the only plane that today exist, namely the 42-78846 aircraft currently exhibited at the Air Zoo museum in Kalamazoo in Michigan, which received it on very long loan from tre Smithsonian's National Air and Space Museum in Washington, DC where it had been stored for decades without being exposed to the public. The aircraft was therefore completely restored and repainted in 2001-2003, and it is the configuration reproduced in the kit. In fact, there are photos that attest to the installation of weapons on board the aircraft, as well as armored plates behind the seat, but these will not be found in the box.
Instead, there are all the elements for an excellent reproduction of the cockpit, made up of 50 different pieces of plastic and PE pieces with some optional configurations and with the seven different instrument panels that require only a careful paint that enhances the excellent detail. The undercarriage and relative wells are no less beautiful and complete in every detail, while the surface detail is very beautiful too. The build is divided into 29 different steps, clearly explained even if care must be taken in detaching the pieces, since the individual elements are printed very finely and with minimum thicknesses - especially the ends and trailing edges of the wings - but connected to the frames with quite sturdy pins.
Furthermore the kit, like almost all limited edition ones, does not have pins and interlocking holes, so that the correct positioning of the fuselage, however massive enough, and of the wing extensions outside the vertical planes is quite difficult. We quickly solved it by self-building joints with specially cut plastic profiles and various dry tests, but it is a step not to be overlooked. The engine flaps placed around the propeller are reproduced by PE pieces, the final result is good but you will need to pay some attention in handling the various elements, which are quite delicate. The canopies pieces are of excellent workmanship, clear and without print marks or other annoying elements, and can be positioned open or closed.
For painting, Modelsvit provides a color page with Humbrol references, and the decals allow to reproduce two aircraft:
• the XP-55 No. 42-278846, the second prototype in the configuration of autumn 1944 • the XP-55 No. 42-278846, the third prototype in the configuration it had in May 1945 The paint scheme for both is the classic Olive Drab for the upper surfaces and light gray for the lower ones, therefore nothing particular but the general shape of the aircraft makes it in itself an attractive subject to add to your collection.
Ultimately an excellent kit, with a good price/quality ratio since for 40 euros (or 48 US dollars) you can take home a fun model to build, to which basically you just need to add glue, colors and a bit of healthy modeling fun.
Definitely recommended.

PUBBLICATO IL 22 GENNAIO 2021

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