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  giovedì 3 dicembre 2020 I CARRI E I MEZZI MILITARI DAL 1940 AD OGGI * CARRO P 26/40 - Kit Italeri, 1/35 Registrazione 
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AGGIORNATO IL10.11.2019

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 CARRO P 26/40 - Kit Italeri, 1/35 Riduci

CARRO P 26/40

Kit Italeri,1/35


Il P 26/40 è stato il carro pesante italiano punta di diamante dei veicoli corazzati del Regio Esercito che però, purtroppo, non entrò mai in servizio o meglio divenne operativo ma sotto altra bandiera.
La sua sigla è riferibile alla classificazione dei carri del Regio Esercito in cui la P definisce la classe, in questo caso pesante, mentre il 26 sta per le tonnellate del mezzo e il numero dopo la barra l’anno del progetto.


Una foto del modello del Carro P 26/40
realizzato da Paolo Conte.


Il carro in questione, come detto poc’anzi, doveva essere la punta di diamante del Regio Esercito ma purtroppo entrò in produzione solo dopo la caduta dell’Italia come nazione e il progetto venne reso operativo dai tedeschi che lo consideravano l’unico carro italiano degno di nota. La produzione fu limitata a un centinaio di esemplari di cui solo meno della metà dotata di motore causa la ormai imminente scarsità di carburante di cui soffriva la Germania sul finir della guerra; l’altra metà venne invece usata come fortini o addirittura anche solo la torretta su piccoli bunker in cemento.
Venendo al modello in queste foto è di produzione Italeri, in scala 1/35, della serie World of Tank, i pezzi interni sono gli stessi per la prima uscita Italeri e della scatola Tamiya che però, a differenza delle due precedenti, prevede le fotoincisioni all’interno del kit mentre per le scatole italiane sono vendute separatamente.
Il kit di queste foto come dicevamo è della serie World of Tank e contiene, per i fanatici del gioco, qualche piccola chicca come dei codici di sblocco per dei bonus nel videogioco o i segreti (di pulcinella aggiungerei) per combattere il mezzo nella sua versione virtuale.
Ben curata e accattivante la scatola contiene anche un poster carino da appendere nella propria sala hobby raffigurante il mezzo in questione.
Ma veniamo al modello vero e proprio; le rastrelliere dei pezzi non sono molte ma comunque ben stampate e prive dei segni di fusione classici nei vecchi kit Italeri i quali costringono al costante uso dello stucco. Sulle rastrelliere troviamo anche una serie di svariati bulloni stampati per chi volesse usarli o conservali per futuri modelli.


Un’altra foto del modello del Carro P 26/40
realizzato da Paolo Conte.


Una novità che salta subito all’occhio aprendo la scatola sono le istruzioni che finalmente si adattano al nuovo millennio con disegni accattivanti e in 3D, anche se purtroppo vi sono alcuni errori in un paio di fasi riguardanti la numerazione dei pezzi ma facilmente aggirabili con un minio di buon senso.
Gli schemi di verniciatura sono piacevoli e a colori ma rispecchiano i colori del videogioco e non quelli reali; così, mi sono basato su una rara foto storica a colori per le tonalità da usare e provare a ricreare una mimetica ad ameba a quattro colori.
Venendo al montaggio, il kit si monta con molta facilità tranne che per la torretta ove, nella parte superiore, si sono rilevati dei problemi a far combaciare tutti i pezzi. Così, si è dovuti ricorrere al fidato stucco della Ak ammorbidito con un pennello imbevuto d’acqua per farlo correre nelle fessure in modo da doverlo poi grattare veramente poco nelle fasi successive; il che non è affatto male considerata la zona difficoltosa da raggiungere per lavorarci.
Le uniche modifiche costruttive fatte al kit di serie sono state la trasformazione dell’antenna ricreata con sprue stirata e fissata sul supporto con un pezzettino di molla di una vecchia penna, mentre per quanto riguarda le fiancate sono state aggiunte le taniche con i relativi supporti presenti in quasi tutte le foto di mezzi operativi. I supporti sono stati ricreati con scarti di vecchie rastrelliere usate di fotoincisioni così come i lacci che tengono in posizione le taniche mentre quest’ultime sono di una scatola di accessori della Tamiya.
Per quanto riguarda la verniciatura si è scelto di usare la tecnica del pre-sharing considerato il complesso lavoro di strati da effettuare, ripassando le ombre di nero per ogni strato che si dava di colore. Purtroppo, a mimetica ultimata dopo sette ore con l’aerografo in mano, non ero convinto né del risultato generale né delle tonalità’ usate, così ho preso un bel respiro e sono ripartito dall’inizio…
Questa volta, però, sono andato invece che di mascheratura, di mano libera per tutte le parti della livrea. Una volta convinto del risultato sono state posizionate le decalcomanie usandone alcune che avevo d’avanzo da vecchi kit in quanto quelle fornite nella scatola avevano una superficie troppo lucida ed erano troppo spesse. A questo punto ho iniziato un weathering molto molto leggero considerato che i pochi esemplari in servizio non ebbero mai una grande vita operativa dando un aspetto di leggero impolveramento senza usare fanghi neanche dietro il treno di rotolamento dove sono solito a metterne almeno un po’.


Una foto d’epoca di un Carro P 26/40
abbandonato dalle truppe tedesche in ritirata.


Nel complesso se si sceglie di realizzare questo soggetto non vi sono molte alternative di marche e comunque il contenuto come pezzi e materiale rimane sempre lo stesso cambiando solo il prezzo che andrete poi a pagare. Considerando che questo kit circa una trentina di euro si può tranquillamente dire che ha un buon rapporto qualità/prezzo avendo anche i cingoli in materiale rigido e non dovendo quindi spendere ulteriormente per fare la modifica con degli aftermarket.
Per quanto riguarda le foto incisioni sono sicuramente un surplus ma non necessario per una buona resa del prodotto finito e come si è visto si può ovviare al problema tranquillamente a costo zero con cose che quasi tutti abbiamo a disposizione in casa.ma tra le due possibili varianti di kit sicuramente risceglierei questa della Italeri sia per qualità/prezzo che per facilita di reperimento in commercio.

Paolo Conte

PUBBLICATO IL 23 SETTEMBRE 2019

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Storia di una Repubblica Marinara
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VENEZIA ‘800: BUFERA IN ARSENALE
La Marina veneziana
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I BUCINTORO DELLA SERENISSIMA
The ceremonial state barges
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GALEAZZE – Un sogno veneziano

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BASTI IN GROPPA!
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M-113 In Italia
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Il traino meccanico delle artiglierie
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3 - LE CANNONIERE DEL GARDA
La vera storia delle “scialuppe cannoniere” (1859-1881)
e il ritrovamento del relitto della “Sesia”

4 - UNA NAVE PUNICA

5 – LE CAMIONETTE
DEL REGIO ESERCITO

6 – GALEE VENEZIANE
PER CAPO DA MAR
L’eccellenza della flotta remiera
della Serenissima

7 – I VOLONTARI DI GARIBALDI
La loro storia raccontata dai soldatini

8 - STRANGEFIGHTERS
Ovvero, F-104: Aspetti poco noti
di un velivolo molto conosciuto

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Le navi della Serenissima – 421/1797

VASCELLI E FREGATE DELLA SERENISSIMA
Navi di linea della marina veneziana 1652 - 1797

LE GALEE MEDITERRANEE
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IL LEUDO
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LE GALEE

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CARRO M – Volume primo

LE MACCHINE DI PAVESI

LE AUTOCARRETTE DEL REGIO ESERCITO

DAL TL 37 ALL’AS 43

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