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  mercoledì 22 novembre 2017 I CARRI E I MEZZI MILITARI FINO AL 1939 * BRITISH ARMOURED CAR Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 BRITISH ARMOURED CAR Riduci

BRITISH ARMOURED CAR (Pattern 1920)


KIT RODEN in 1/35


Decisamente la Roden ha trovato una bella nicchia di mercato da sfruttare: la Prima Guerra Mondiale, con tutti gli annessi. Dopo avere immesso nel mercato negli scorsi anni una serie di ottimi modelli dedicati ai vari aeroplani protagonisti dei duelli aerei del Primo conflitto mondiale ha cominciato a dedicarsi con profitto anche agli automezzi, tra cui spicca questo classica autoblinda britannica.


Lawrence d’Arabia su una di queste autoblindo.
Palestina, 1914.

Concepita nel 1914 per le operazioni di supporto alla fanteria, dotata di una mitragliatrice Lewis su torretta girevole, più o meno come accadeva all’epoca anche in Italia con le autoblindo Lancia, la British Armoured Car fu realizzata partendo dal telaio della Rolls Royce Silver Spirit, all’epoca una delle macchine più potenti esistenti in commercio. Al termine del conflitto, nel corso del quale aveva dato buona prova di sé la macchina fu destinata al supporto delle operazioni militari e di polizia dell’esercito britannico nel suo sterminato impero. Immortalata anche nei film, tra cui ’’Lawrence d’Arabia’’ e ’’Ghandi’’, questa autoblindo fu utilizzata estesamente dalle forze di fanteria anche in Nord Africa nel corso del 2° conflitto mondiale con compiti di seconda linea, ma non mancando talvolta di scontrarsi con le forse dell’Asse, come ad esempio l’11° Reggimento Ussari che nel 1940 si misurò con alterne fortune con le forze italiane in Libia.


Uno schieramento di autoblindo.
Nord Africa, 1940.

Per metterla in grado di affrontare le sabbie del deserto e l’accresciuta potenza delle armi avversarie fu rinforzata la blindatura , e fu dotata di ruote allargate con un battistrada idoneo ad operare su terreni sabbiosi, in luogo delle due ruote più sottili che venivano montate accoppiate. Una parte delle blindo fu inoltre ricostruita su telai Fordson, più robusti di quelli della Rolls Royce, montando in torretta due mitragliatrici Lewis e un fucilone controcarro Boys. Ed è questa la versione fornita in questa scatola della Roden, che ha dedicato comunque alla blindo della Rolls Royce diverse scatole coprendo praticamente tutte le varie versioni.
Il kit si compone di 209 pezzi in una plastica colore verde scuro ben lavorabile, più un foglietto di acetato per i vetri dei fanali, che peraltro erano oscurati. Il numero maggiore di pezzi va a comporre il telaio ed il motore, quest’ultimo abbastanza completo nei suoi elementi e a cui basterà aggiungere i fili delle candele e altri particolari minori, tenendo comunque presente che a lavoro finito risulterà praticamente invisibile, a meno che non si decida di lasciare qualche portello di ispezione del cofano aperto. Gli assali delle ruote sono da costruire a parte e da posizionare poi sotto il telaio. E’ consigliabile saltare il punto delle istruzioni che prevede, a questo punto, anche l’assemblaggio delle ruote. Meglio infatti realizzarle a parte e posizionarle solo dopo avere dipinto il modello. Le istruzioni sono ben dettagliate, anche se abbastanza carenti dal punto di vista delle indicazioni dei colori da usare. Per quanto riguarda il telaio non viene infatti fornita nessuna indicazione di sorta, tranne che per il pavimento della torretta girevole, dove viene indicato un grigio chiaro, quando in realtà dovrebbe essere in colore legno dal momento che era realizzato con delle assi. Lo stesso dicasi per gli interni, che secondo le istruzioni dovrebbero essere in grigio chiaro, secondo alcune foto invece paiono essere in bianco.


Il foglio di istruzioni per il montaggio della Roden

Ad ogni buon conto si dovrà prestare particolare cura all’assemblaggio della sovrastruttura corazzata : non vi sono praticamente incastri, e il tutto è tenuto insieme solo da un traverso e dai vari pezzi incollati tra loro lungo gli spigoli. Visto che come scritto il tutto sarà praticamente invisibile a kit completo consigliamo di aggiungere qualche rinforzo in plasticard lungo gli spigoli interni, in modo da avere più superficie di incollaggio. L’assemblaggio tra telaio e corazzatura è sorprendentemente facile, i due insiemi dei pezzi combaciano alla perfezione. I portelli posteriori di torretta possono essere montati chiusi o aperti, quest’ultima soluzione era la preferita dai soldati sia per la marcia, stante il caldo torrido, sia per l’uso della mitragliatrice antiarea montata esterna in torretta; il dettaglio interno di quest’ultima è ridotto al minimo, solo un seggiolino e la tanica dell’acqua di raffreddamento della Lewis, cui peraltro manca il tubo di raccordo, e tre fucili Enfield dotazione individuale dell’equipaggio che sono stampati abbastanza male, e che peraltro non si capisce bene dove devono essere collocati vista la lacunosità delle istruzioni su questo punto. Se volete lasciare aperti gli sportelli quindi servirà del lavoro di dettaglio. Idem per quanto riguarda il visore blindato del conducente, pezzo 21A della corazzatura: può essere montato aperto per conferire un po’ di dinamicità al modello, dal momento che si ribaltava verso l’alto sostenuto da un traversino montato nel mezzo.


La stampata della Roden.

Una particolarità di questa autoblinda erano i due portelli corazzati che proteggevano il radiatore, che potevano essere chiusi od aperti mediante dei comandi ad asta dalla cabina. Se si decide di lasciare aperti questi portelli seguendo le istruzioni ci si troverà in difficoltà al momento di montare i grossi fanali anteriori, dal momento che praticamente non vi è spazio per entrambi. Ignoriamo dove la Roden abbia tratto le informazioni per gli stampi, ma effettivamente al di sopra delle balestre anteriori, insieme a degli anelli di traino erano montati dei fari accoppiati con quelli posti al di sopra dei parafanghi, questi ultimi peraltro di dimensioni ben maggiori di quelli del kit. L’impressione visiva è che i fari proposti nella scatola di montaggio da montarsi al di sopra delle balestre siano quindi troppo larghi e necessitino una sostituzione. D’altra parte le foto in nostro possesso, allegate in parte a questa recensione, mostrano chiaramente sia le maggiori dimensioni dei fanali sopra i parafanghi, sia che i portelli blindati del radiatore si aprivano praticamente del tutto, senza nessun impedimento da parte dei fanali anteriori.
Completano il kit i predellini esterni e le cassette posteriori, dotate di attrezzi quali badili e picconi. Le ruote, sei in tutto di cui due di scorta, sono in gomma nera. Molto belle, ma molto irrealistiche nella loro finitura lucidissima per un veicolo che operava nel deserto. Andranno colorate in Tyre Black ed opportunamente sporcate con polvere tinta sabbia, va benissimo quella della MIG.
Il kit non fornisce figurini di sorta, ed è un peccato perché il soggetto merita una bella scenetta. Tre le versioni proposte: una del RRAC in Khaki Green per un esemplare posto a guardia delle basi RAF in Irak nel 1936 con una enorme rondella bianco-rossa-blu dipinta sul cielo della torretta, fornita come decals e dotato di una sola mitragliatrice Lewis, e due esemplari, uno del 1941 in Irak e un altro del 1942 in Egitto, dotati di armamento migliorato e con una mimetica simile a quella dei carri ’’Matilda’’, ossia a strisce di colori diversi, tra cui un azzurro chiaro. Peraltro le istruzioni riportano erroneamente il colore argento, indicato per due chip di tinta, la “S” e la “P” del foglio di montaggio. Per cui, se vorrete realizzare questa particolare versione vi converrà fare affidamento, in mancanza di meglio, alla box art di copertina della scatola.

Luigi Carretta

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AGGIORNATO IL 6.11.2017

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