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  sabato 21 ottobre 2017 I CARRI E I MEZZI MILITARI FINO AL 1939 * FIAT BALILLA 508 CM - "COLONIALE" Registrazione 
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 FIAT BALILLA 508 CM - "COLONIALE" Riduci

FIAT BALILLA 508 CM
‘’COLONIALE’’

ITALERI 1/35, KIT N° 6497

La produzione della Fiat 508 “Balilla” ebbe inizio negli anni ’30; fu da subito una vettura contraddistinta da un notevole successo commerciale. Dotata di tetto rigido e parafanghi curvi avvolgenti, divenne l’auto standard dei gerarchi fascisti e degli uomini d’affari, oltre che degli ufficiali del R.E.


La copertina della scatola.


Nel giugno del 1937 ne venne realizzata una nuova versione, la 508C, denominata “nuova Balilla” e dotata di un motore a 4 cilindri di 1.100 cc. La vettura fornì, in seguito, la base per una serie di veicoli da trasporto leggero adatti all’uso militare, tra cui, per l’appunto, la “coloniale” (dove la “M” stava per “militare”) che, con una serie di modifiche al tettuccio e agli esterni, venne utilizzata in Africa Settentrionale divenendo una vettura cabriolet dotata di pneumatici maggiorati e di una discreta affidabilità meccanica, cosa che le consentiva anche di muoversi agevolmente anche su percorsi accidentati. Le sue caratteristiche la resero un veicolo prezioso anche per gli inglesi che ne catturarono alcuni esemplari e li riutilizzarono subito, e per i tedeschi che la usarono dopo l’8 settembre.
Ormai da tempo l’Italeri dedica la sua attenzione a una serie di soggetti italiani e la cosa non può che farci piacere, anche se per questo modello abbiamo dovuto attendere un po’... L’uscita del kit,infatti, era già stata annunciata dalla ditta nel 2009, per poi scomparire dal catalogo per ricomparire negli anni successivi… Finalmente, però, alla fine del 2012 abbiamo potuto avere la scatola tra le mani.


A sinistra: le varie versioni ottenibili dal kit,
a destra: una delle “stampate” del modello.


Il tutto consiste in due sole stampate, contenenti il necessario per una buona riproduzione di questa bella vettura. La plastica è nel solito colore grigio chiaro ben lavorabile e senza segni fastidiosi di estrattori o sbavature; il kit è fondamentalmente suddiviso in: pianale della vettura, su cui andranno montate le fiancate, cofano motore e interni, un telaio su cui si costruirà il motore e si monteranno ruote ed assali.
Il dettaglio è buono, gli spessori adeguati. Il punto di sofferenza è rappresentato, al solito per modelli di questo tipo, dal cuoio dei sedili che la plastica riproduce non perfettamente, e dal telone superiore, anch’esso in plastica, che andrà migliorato adeguatamente per conferirgli un maggiore realismo. Il dettaglio è buono per un kit di questo tipo - non dimentichiamo che stiamo parlando di una vettura civile in 1/35 - ma potrà essere ulteriormente migliorato aggiungendo un po’ di cavi al motore, dato può essere rappresentato esposto con il cofano sollevato. Per i trasparenti è stata fatta una scelta radicale, allo scopo di contenerne gli spessori: viene fornita, infatti, una lastrina di acetato con i finestrini indicati con un profilo da ritagliare, e da inserire nel modello in corso di assemblaggio. E’ un po’ laborioso, soprattutto per ritagliare i trasparenti lungo gli angoli arrotondati, ma il risultato finale è ottimo.


Un modello montato prima della colorazione.


Le istruzioni sono assolutamente chiare, e le decals sono per quattro esemplari: due italiani, di cui uno della “Ariete” in Africa Settentrionale in tinta “nocciola coloniale” e una bella testa di ariete sulle fiancate, uno a macchie verdi, sempre Regio Esercito ma nei Balcani, e due esemplari tedeschi, uno della Luftwaffe in Francia nel 1944 a due toni sabbia/verde e un altro della “Organizzazione Todt” in Italia Settentrionale, con una stranissima mimetica a due toni verde/sabbia e fiorellini di campo…
Ci siamo veramente divertiti ad assemblare questo kit che una volta tanto non richiede complicati montaggi e difficili ricerche. E’ comunque un modello che trova adeguata collocazione in un diorama, magari con altri mezzi. Peraltro la documentazione non manca, dato che numerosi esemplari militarizzati sopravvivono ancora oggi, di cui uno meravigliosamente conservato, con tanto di targa EI visto che circola normalmente su strada durante le manifestazioni storiche, al Museo della Motorizzazione Militare della Cecchignola a Roma.

Luigi Carretta

PUBBLICATO IL 12 GENNAIO 2013

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