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  giovedì 3 dicembre 2020 I CARRI E I MEZZI MILITARI DAL 1940 AD OGGI * KV-85 RUSSIAN HEAVY TANK - KIT BRONCO 1/35 Registrazione 
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 KV-85 RUSSIAN HEAVY TANK - KIT BRONCO 1/35 Riduci

KV-85 RUSSIAN HEAVY TANK

Bronco, 1/35

Il KV-85 ha rappresentato l’apice dell’evoluzione dei carri sovietici della serie KV durante la Seconda Guerra Mondiale e fu realizzato unendo il potente cannone da 85mm D-5T allo scafo modificato del KV-1S, che inizialmente montava un cannone da 76,2 mm e aveva una corazzatura più leggera. Nacque così la versione finale KV-85 che avrebbe dovuto costituire la nuova serie di carri pesanti da affiancare ai T-34, vista comunque come una soluzione ad interim con cui fronteggiare i nuovi Panther tedeschi, in attesa dell’ingresso in linea dei nuovi carri della serie IS che decretarono la fine della serie KV.


La copertina della scatola del kit della Bronco.


Al loro destino cui non furono forse estranee nemmeno le vicende della politica interna sovietica dato che l’allora Ministro della Difesa Kliment Efremovič Vorošilov, che aveva dato impulso al progetto del nuovo carro pesante poi battezzato con le iniziali del suo nome, cadde in disgrazia a seguito del disastroso esito della guerra russo-finnica.
Di questo carro ne vennero assemblati perciò solo 190 esemplari (oppure 102-130 secondo altre fonti), quasi tutti andati distrutti nel periodo 1943-45. Alcuni esemplari sono però sopravissuti nei musei o come monumenti e sono serviti come riferimento alla Bronco per realizzare un kit dedicato a questo particolare mezzo corazzato, in edizione limitata, sfruttando gli elementi base del proprio kit dell’SU-152.
A dire il vero si trattava di una scatola annunciata da molto tempo ma probabilmente l’uscita nel 2012 di un kit della Trumpeter, dedicata allo stesso soggetto (e meno costosa, anche se non priva di qualche criticità soprattutto sulla sagoma posteriore della torretta), ha fatto slittare la data di uscita del modello della Bronco.
Dentro la scatola, dalla box art non eccelsa ma che rende comunque assai bene l’idea di cosa stiamo parlando, troviamo oltre 1000 (mille, avete letto bene) pezzi di plastica per realizzare il nostro modello, così ripartiti: 318 pezzi di plastica verde per il carro, 682 pezzi di plastica marrone per i cingoli e sei trasparenti su 36 stampate diverse. Sono altresì presenti una lamina di fotoincisioni nonché istruzioni e decals per sei esemplari.


Due “stampate” del modello che permettono
di apprezzarel’estremo dettaglio dei particolari..


I 682 pezzi marroni sono per i cingoli e siamo francamente molto perplessi di fronte alla tendenza di questi ultimi tempi, dimostrata più o meno da tutte le ditte cinesi dalla Meng alla Bronco passando per la Hobby Boss, di moltiplicare in tale maniera i pezzi dei kit offrendo stampate per piccolissimi e delicatissimi elementi (come i perni da incastrare tra i componenti delle singole maglie), che richiedono una grande pazienza e una enorme quantità di tempo per il loro assemblaggio e ottenere poi un lavoro finito che, nella maggior parte dei casi, non sarà nemmeno apprezzabile a modello finito in quanto coperto da fango, sporcature varie ecc.
L’equazione “più pezzi = più qualità” non pare essere vera in questi casi e anzi, la scomposizione in un così elevato numero di elementi, puzza un po’ di tentativo artificiale di impressionare l’incauto modellista convincendolo che ha in mano qualcosa di eccezionale e migliore della concorrenza (che ha cingoli dall’assemblaggio decisamente più semplice) e tale da evitargli di ricorrere ai prodotti aftermarket, tralasciando il fatto della moltiplicazione esponenziale del rischio di rotture o perdite dei pezzi. Si potrà obiettare che cingoli assemblati in tale maniera permettono di riprodurre al meglio il tipico aspetto “rilassato” dei cingoli sovietici che pendevano mollemente tra una ruota tendicingolo e l’altra ma perché, anche se la Bronco mi fornisce un bel telaietto da usare per montare i cingoli, devo perdere settimane intere ad assemblare qualche cosa che comunque sarà leggero come un pezzo di plastica e deve essere comunque incollato per dargli il giusto aspetto? Tanto valeva ricorrere ai cingoli a maglie metalliche già presenti sul mercato, molto più rapidi da assemblare e del giusto peso. Guarda caso però si trovano solo nell’aftermarket…
Ad ogni modo, il giudizio finale spetterà come sempre al lettore. Noi ci limitiamo a dire che il resto del modello è veramente ottimo, con la sagoma assai particolare e soprattutto la posizione della torretta ben riprodotta, un accenno di interni della stessa che non guasta, le varie ruote davvero molto belle con dettagli sia sulla faccia esterna che su quella interna. Riprodotto anche il motore e relativo vano, coperto da griglie stampate in fotoincisione.


Una foto d’epoca del carro russo KV-85.


Incastri pressoché perfetti, lo scafo si monta rapidamente - almeno quello - seguendo i 27 diversi passaggi illustrati nelle 20 pagine di istruzioni, che sembrano decisamente migliori rispetto ad altre che abbiamo visto della medesima ditta (ad esempio per l’Archer in 1/35), con pezzi nemmeno numerati e che non si capisce dove dovevano essere posizionati…
Quattro gli esemplari offerti, tre russi nel solito verde e uno catturato dai germanici con colorazione bianca lavabile invernale. In definitiva un kit ottimo, il migliore tra quelli disponibili dedicati a questo particolare soggetto e offerto sul mercato ad un prezzo onesto, ossia circa 55 euro.
Consiglio finale: se optate per questo kit ricordate che dovete assemblare 86 diverse maglie per cingolo per conferire al tutto un aspetto reale, e non 85 come riportato.
Voto 7/10 (solo per l’assurda scomposizione dei cingoli).

Luigi Carretta

PUBBLICATO IL 16 MARZO 2015

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