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  venerdì 22 settembre 2017 I CARRI E I MEZZI MILITARI FINO AL 1939 * TRATTRICE PESANTE BREDA 40 - KIT DOC MODELS, 1/72 Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 TRATTRICE PESANTE BREDA 40 - KIT DOC MODELS, 1/72 Riduci

TRATTRICE PESANTE BREDA 40

DOC MODELS, 1/72

La trattrice pesante Breda 40 (TP40) rappresenta la fase finale dell'evoluzione dei mezzi per il traino di artiglierie di grosso calibro, iniziata nel lontano 1911. La tormentata morfologia del territorio italiano, in particolare nelle aree di confine, ha sin da subito condizionato l'evoluzione tecnologica verso questo tipo di mezzi, caratterizzati da buona potenza, agilità di manovra e tenuta di strada.


Una trattrice “Breda 40” in ambiente invernale.


Il veicolo in questione, miglioramento del precedente modello TP32, presentava le seguenti peculiarità: motore diesel, trazione integrale su 4 ruote motrici, telaio a scafo unico in acciaio fuso e cabina metallica chiusa; era inoltre munito di un potente verricello e di pneumatici Pirelli “Artiglio” 50x9. La TP 40 rappresentava quindi il mezzo ideale per il traino delle nuove artiglierie mod. 35 (cannone da 149/40 ed obice da 210/22), da poco entrate in servizio.
Omologata nel 1940 e adottata dal Regio Esercito il 24 Marzo 1942 , la vediamo impegnata in Libia con il XXXIII Gruppo da 149/40 e in Russia con i Gruppi XXXI, XXXII e XXXIV da 149/40 e con il LXXIII da 210/22. Dopo l'8 settembre i mezzi furono usati proficuamente dai Tedeschi, che ne fecero continuare la produzione (100 esemplari nel solo 1944). Il mezzo fu adottato anche dall'esercito ungherese.


A sinistra: la presentazione della trattrice “Breda 40” nel kit,
a destra: alcune “stampate” e i pneumatici..


Nel dopoguerra questa famiglia di ottime macchine fu sfruttata ancora dall'Esercito Italiano fino agli anni '50, mentre le Ferrovie dello Stato utilizzarono la TP40 insieme alla TP32 per la movimentazione su strada dei carri ferroviari, fino addirittura alla fine degli anni '80 del secolo scorso! Un ulteriore sviluppo di questo mezzo fu la Trattrice Pesante 41, che differiva solo per essere equipaggiata di una gru da 5T e di un paranco da 2T, in funzione di “carro soccorso”. Dopo il vecchissimo kit in 1/76 della Skytrex/Hinchliffe in metallo bianco (qualche era geologica fa…) e un kit in resina della Wespe Models, ormai non più facilmente reperibile, torna ad apparire questo mezzo nel mercato modellistico delle piccole scale grazie a DOC Models, che arricchisce ulteriormente la sua già nutrita schiera di autoveicoli logistici del Regio Esercito. Il modello in questione, siglato DM 72504, è un tipico kit “short - run”, composto da: 12 parti in resina, 19 parti in metallo bianco, un tondino di ottone, 7 pneumatici in gomma (2 anteriori, 4 posteriori e 1 di scorta), un foglietto di acetato trasparente, 2 minuscole decals per le targhe. Il tutto è imbustato singolarmente (davvero una bella idea!) e completato da un foglietto di istruzioni ben fatto, con l'elenco dei pezzi, un profilo a colori e brevi note storico - tecniche bilingui.
Le istruzioni di montaggio sono abbastanza chiare e concise, manca però l'indicazione su come utilizzare il filo di ottone allegato: si tratta con ogni probabilità del piantone dello sterzo! Mancano inoltre del tutto riferimenti agli schemi mimetici utilizzati e ai reparti di appartenenza delle due versioni realizzabili.


Descrizione dell’interno della cabina di guida.


Passando all'analisi dei pezzi, i componenti principali sono stampati in resina giallastra, piuttosto spessa e non priva di qualche sbavatura: la cabina è in un pezzo unico (gli interni si limitano a sedile e volante), mentre i parafanghi sono belli come forma e, sorprendentemente, di spessore accettabile.
Il cassone posteriore è invece abbastanza ben dettagliato, così come il verricello; degno di nota infine è il telone di copertura, stampato arrotolato sulla parete posteriore della cabina. I dettagli superficiali, in generale non molto numerosi, sono comunque abbastanza ben definiti e rendono bene i particolari del mezzo, ad eccezione delle griglie del cofano motore e degli organi di sterzatura, molto semplificati.
I particolari più minuti (mozzi delle ruote, balestre, sponde del cassone, ecc..), sono realizzati in metallo bianco: buona l'idea di utilizzare questo materiale per la parte inferiore del mezzo, in modo da conferire maggiore stabilità al modello. Anche in questo caso sarà però necessario un importante lavoro rifinitura, per togliere le sbavature, e di assottigliamento per rendere il tutto più realistico.
Inoltre, i montanti degli specchietti retrovisori potranno essere rifatti con del filo di rame. I trasparenti della cabina vanno riprodotti con il foglietto di acetato in dotazione; si tratta di una scelta azzeccata per contenere gli spessori, ma non sono riportati i contorni dei finestrini, per cui ci si dovrà armare di santa pazienza per ritagliarne correttamente i profili: per questo motivo e per la scarsità di particolari interni, l'assemblaggio della cabina si presenta decisamente come la fase più critica per la realizzazione dell'intero modello.


Vista posteriore di una trattrice “Breda 40”.


I pneumatici in gomma presentano infine il battistrada “Artiglio” riprodotto in maniera approssimativa e con evidenti segni degli estrattori, che potranno essere parzialmente occultati mettendo la parte “incriminata” a contatto con il terreno.
In conclusione, la realizzazione di questo kit comporta un discreto impegno e una certa dose di esperienza con la resina, insieme all'obbligatorio riscontro con le fonti documentali, ad esempio per riprodurre gli interni (visibilissimi dai finestrini), ma anche per realizzare gli schemi mimetici. Utili per il “superdettaglio” saranno come al solito filo di rame (maniglie della cabina, tergicristalli), fotoincisioni di recupero (trama delle griglie del radiatore frontale) e chi più ne ha più ne metta...
Nonostante questi “fastidiosi inconvenienti” (o “potenti stimoli”, a seconda dei punti di vista!), potremo aggiungere un pezzo unico alla nostra collezione, rendendo giustizia ai servigi e all'importanza storica di questa macchina, che troverebbe un'ottima collocazione all'interno di un diorama, insieme ad esempio al pezzo da 149/40, disponibile da tempo nel mercato dell'1/72.
Ringrazio l’amico Lorenzo Tonioli per la collaborazione.

Andrea De Felici

PUBBLICATO IL 18 APRILE 2014

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AGGIORNATO IL 10.06.2017

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