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CAPO WASHAKIE


Indiani Shoshoni, ca. 1860


Dopo il guerriero Hidatsa della Pegaso Model in 75 mm, eccoci ora a parlare di uno dei grandi capi (forse il più grande) dell’etnia Shoshone, rappresentato modellisticamente da Andrea in 90 mm. Codice di catalogo S8-F47.


Vista frontale del figurino del capo Washakie


Gli Shoshoni erano un popolo di lingua Shoshonean che comprendeva 4 gruppi: gli Shoshoni orientali, occidentali, settentrionali e i Bannock, Dopo il 1840 questi ultimi e gli Shoshoni settentrionali si avventurarono nelle pianure per cacciare i bisonti venendo a contatto con tribù più ostili, fra cui gli Sioux di cui erano acerrimi nemici.
Tra i personaggi più rilevanti vi fu proprio Washakie (della riserva di Wind Eiver, Wyoming), nato quando il Missouri era ancora una terra inesplorata, che divenne un capo diplomatico ed esperto di grande fama.
Alleato degli Stati Uniti nelle guerre indiane del 1870, servì il Gen. George Crook durante le sue campagne nelle pianure. Washakie aveva compreso l’inutilità di resistere all’avanzata dei bianchi ed accettò come inevitabile la vita in riserva. Morì nel 1900 e fu inumato a Fort Washakie.
Il kit è realizzato dalla abile mano di Andrea in metallo bianco. Si tratta di un modello composto di 55 pezzi tra cui 32 penne per adornare copricapo e lancia.


Vista posteriore del figurino del capo Washakie


Ottima la presentazione. La box-art è molto accattivante ma presenta anche 4 foto di dettaglio molto utili per la pittura e la visione dei dettagli. Il foglio istruzioni è un compendio dei colori da usare formato da una interessante griglia di tinte base più ombre e luci. Curiosamente, nella mia confezione, sul foglio è stato indicato il riferimento per il Touareg anziché per il Capo Washakie. Cose che succedono anche nelle migliori famiglie.
Ottimo anche l’imballaggio. Sicuramente a prova di bomba (doppio cartone con spessa gommapiuma, tutto racchiuso in robusta scatola di cartoncino…).


Una foto d’epoca del capo Washakie


Molto bene anche la fusione. Sulla quale non c’è niente di significativo da rimarcare, nonostante le dimensioni. Ottimo lo stampaggio. Molto realistiche le piume. Forse la parte meno riuscita è il lungo cimiero posteriore, anche per alcuni problemi di assemblaggio. Non granché la basetta, ma il soggetto prende gli occhi già per conto suo.
Il problema di questo figurino (perché comunque uno ce n’è!...) sta tutto nella parte iniziale dell’assemblaggio, a causa anche del notevolissimo peso che l’insieme assume una volta montato. Vista la presenza di un mantello così imponente, forse, per comodità di maneggio sarebbe stato meglio una realizzazione in resina. Come detto l’altro problema è il maneggio per una pittura che agevole non è…
Complessivamente direi che si tratta comunque di un bellissimo pezzo, imponente e accattivante. Quasi da 9. Gli togliamo però 1 punto per le difficoltà di assemblaggio e di maneggevolezza a causa del peso… Dunque, 8.


Flavio Chistè


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