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  mercoledì 22 novembre 2017 I FIGURINI * CAVALIERE CON ARMATURA ‘’ ALLA MASSIMILIANA’’ Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 CAVALIERE CON ARMATURA ‘’ ALLA MASSIMILIANA’’ Riduci

CAVALIERE CON ARMATURA
‘’ ALLA MASSIMILIANA’’


Cominciamo col dire che se cercate questo figurino nel catalogo di qualche Ditta produttrice non lo troverete. Si tratta, infatti, di un pezzo quasi unico (ne sono state realizzate solo 5 copie), realizzato da Vincenzo Alberici (che per il nostro Gruppo ha già scolpito il busto di Francesco Baracca – cfr. apposito spazio sulla Home Page).


A sinistra: il figurino del cavaliere tedesco con armatura alla ‘’massimiliana’’ trattato in questo articolo. A destra: il kit grezzo, ma già preparato con il primer bianco della Tamiya. Manca solo lo spadone da cavalleria.

Perché, allora parlarne? In primis perché il soggetto, a dispetto di tutto, mi pare molto interessante e ben riuscito. Poi, perché vorrei, con questo articoletto, stimolare l’interesse di qualche produttore a stamparlo e metterlo in commercio… Anche se di cavalieri in giro ce ne sono diversi, credo che questo, comunque, un suo posto, del tutto dignitoso, se lo possa ritagliare.


A sinistra: la basetta appositamente creata per ambientare questo figurino, realizzato in soli 5 esemplari. Sono autocostruite sia la palizzata (listelli navali) che la bandiera degli Asburgo (lamierino di stagno). A destra: il kit, ancora grezzo, ambientato in prova sulla basetta. Le parti in grigio sono quelle destinate ad accogliere il ‘’metallo’’ dell'armatura.

Si tratta, infatti, di un cavaliere tedesco, armato alla leggera, con compiti di perlustrazione e inseguimento del nemico, riconducibile al periodo 1510/1530, visto il tipo di armatura indossato. Porta anche una spada a una mano e mezza per il combattimento a cavallo. Modellisticamente, è un 54 mm. composto di 4 pezzi (corpo, braccio destro e sinistro, spadona da cavalleria). Quindi assai semplice, così come il montaggio. Ottima la fusione, con la linea di giunzione appena appena visibile attraverso la spalla destra e un po’ di più sull’elmo ma facilmente eliminabile.


A sinistra: il figurino ultimato e sistemato. L'ambientazione vuole ricreare quella di un campo di battaglia ove si è appena concluso un feroce scontro. Il terreno è fangoso; sia la bandiera che il cavaliere, infatti, sono sporchi di fango. A destra: la versione ‘’pulita’’ del pezzo come dipinta dallo scultore Vincenzo Alberici. Per la pittura del pezzo ci si è riferiti ad alcune stampe del Dürer.

La prima operazione da fare, naturalmente è quella di inserire un pignone di sostegno (nella gamba destra o sinistra, a piacere) in quanto manca qualsiasi appiglio per una ipotetica basetta (che, d’altronde, non c’è…).
Come detto, montaggio semplice ma tenete conto che dopo aver correttamente posizionato il braccio sinistro che “bilancia” la spadona sulla spalla, occorrerà intervenire con dello stucco nella parte posteriore. Per la colorazione, ci siamo rifatti ad un paio di tavole del Dürer che vi riportiamo. Abbiamo dunque una cromia sul rosso e nero che bene risalta, soprattutto nella sopravveste dell’armatura ‘’alla massimiliana’’.


A sinistra: il particolare di uno dei dipinti del Dürer da cui è stato tratto lo spunto per la realizzazione del figurino di cavaliere tedesco. A destra: le due versioni delle armature utilizzate nel periodo 1510/1540. A sinistra l’armatura ‘’alla milanese’’, a destra quella ‘’alla massimiliana’’.

A proposito, quest’ultima va considerata come un’armatura a piastre, formata, appunto, da una serie di piastre unite tra loro tramite rivetti e cinturini in modo da proteggere il proprietario e assieme garantire la massima mobilità. Potevano essere arrotondate per deviare i colpi, come nelle armature alla milanese (es: la AVANT) o spigolate, come in quella del nostro soggetto, per offrire un pessimo angolo di impatto a gran parte dei colpi andati a segno.
I punti deboli, le giunture di ascelle e gomito ad esempio, potevano essere protetti da dischi mobili, da lamelle metalliche o da una veste imbottita sottostante dotata di inserzioni ad hoc in maglia di ferro.
Ricordiamo che fu proprio Massimiliano I a promuovere lo sviluppo di queste armature “scannellate”. Tale caratteristica, oltre che ad ornare l’armatura serviva proprio a rinforzarla costituendo una sorta di nervatura d’irrigidimento.
La sopravveste, come in questo caso, infine, aveva funzione meramente di riconoscimento del cavaliere che la indossava attraverso l’araldica esibita.


A sinistra: tipica armatura ‘’alla massimiliana’’ della prima metà del 1500. Qui appare completa, mentre nel figurino è stata riprodotta senza i copri stinchi. A destra: dettaglio dell'elmo utilizzato anche sul figurino.

Per finire, due note sulla basetta. Assieme al figurino non è fornita; è stata dunque giocoforza realizzarla partendo da zero. Per scegliere l’ambientazione mi sono rifatto a quanto riportatomi dall’autore in merito al personaggio ritratto. Ho dunque immaginato il nostro protagonista giungere sul luogo dove si è appena conclusa una battaglia e che, sgomento, appoggiato ad una staccionata, osserva la scena, e in particolare la bandiera degli Asburgo a terra, ormai lacera e sporca, così come la sua uniforme a causa dei combattimenti sostenuti su terreno fangoso e dissestato.
A corredo, allego alcune immagini delle varie fasi di lavorazione…
Fatemi sapere se siete in qualche modo interessati al pezzo. Girerò le vostre osservazioni allo scultore …

Flavio Chistè

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