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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 IL BERSAGLIERE DEL 6° REGGIMENTO Riduci

 

LA BATTAGLIA DEI GIRASOLI


di Andrea e Antonio Tallillo


Serafimovich, fine Luglio 1942



Mentre il contributo di sacrifici dei reparti Bersaglieri in Africa Settentrionale è ben conosciuto anche dai modellisti di media cultura storica e sono nate scenette e diorami in gran copia sull’argomento, il fronte russo - affrontato da altri non meno validi reparti - rimane ancora poco sfruttato. Non si vuole insegnare nulla a nessuno - ci mancherebbe - ma ricordiamo che si possono tentare facilissime conversioni, familiarizzando una volta di più con le uniformi italiane ….che restano tra le meno conosciute anche da noi modellisti italiani…, essendo disponibili alcuni pezzi di ottima fattura.




6° Bersaglieri - Uniforme di guerra



Questo può essere anche un modesto ma costante tributo a quelle unità che dovettero affrontare truppe modernamente armate, più o meno con gli stessi equipaggiamenti della prima guerra mondiale.

UN PO’ DI STORIA



Per la Divisione Celere, della quale faceva parte anche il 6° Reggimento Bersaglieri (con i Battaglioni XI, XIII e XIX) proveniente dalla campagna jugoslava, nonché il Btg XLVII motociclisti e quello LXVII corazzato con carri leggeri Fiat L6/40, il 1942 era cominciato con favorevoli prospettive di vittoria ma, fino ai primi del luglio, ci fu un periodo di relativa tranquillità; sulla linea del fronte continuavano le attività di pattuglia come i duelli d’artiglieria, mentre proseguivano i lavori di fortificazione e gli attacchi aerei sovietici.
Col ritorno della buona stagione (attorno a fine maggio era scomparsa la neve), riposi e rifornimenti regolari, il morale dei reparti - duramente provati durante l’inverno - tornò alto.
Dopo la conquista del bacino carbonifero di Krasnyi Lutsch, le truppe italiane iniziarono la marcia verso il Don, sul quale avevano il compito di schierarsi fra l’ansa di Merkulov e la foce del Chopet. Il rarefarsi delle linee tedesche e la forte resistenza avversaria, che non permise l’ormai classico sfondamento da parte dei reparti panzer, obbligava ad impiegare ogni reparto disponibile.
Il 6° (colonnello Salvatores) si era rimesso in movimento dal 9 luglio dalle posizioni tra Stazione Nikitino e Ivanovski, con la speranza di concludere la campagna. Si procedette verso Ivanovka, ultimo ostacolo per Voroscilovgrad e, nonostante una temporanea battuta d’arresto subita dal XLVII motociclisti ed il terreno ridotto ad un mare di fango per le piogge, la città fu occupata il 25 successivo.
Dopo 4 giorni di marcia ed altri 440 km percorsi, la Divisione Celere arrivò nel nuovo settore assegnatole, prendendo contatto col 578° Reggimento fanteria tedesco. Il 30 luglio, il 6° Reggimento con l’appoggio di due gruppi d’artiglieria, fu incaricato di cominciare l’azione offensiva contro le forze sovietiche, per eliminare la testa di ponte sul Don presso Serafimovich, che minacciava il fianco Sud tedesco.
Alle 3 del mattino, il 6° Bersaglieri cominciò a muoversi per l’attacco alle alture che fronteggiavano Baskovski. Il giorno 30 i reparti sovietici, sperando di sorprendere le nostre truppe ancora in fase di schieramento sul fiume, sferrarono un potente attacco. Arrivarono ondate di T34 e BT sovietici, appoggiati da truppe di fanteria e nei combattimenti vennero coinvolti anche i commilitoni dei Battaglioni XV e XIX. A fine azione almeno 14 carri sovietici su 39 erano rimasti sul terreno. Anche i pochi carri che erano riusciti a portarsi a breve distanza dal Comando della Divisione Celere vennero distrutti da una sezione controcarro da 75/34.
Il 1° agosto ripartì l’attacco, sempre in collaborazione col 578° Reggimento tedesco. Brobovski venne persa e ripresa ma con l’aiuto di due battaglioni del 3° alle 6.30 del 3 la riva destra del Don fu completamente rastrellata. I due reggimenti gemelli non si erano fatti prendere di sorpresa e i reparti sovietici dovevano ripiegare entro la testa di ponte, che conservavano oltre il fiume. L’attacco dei due Reggimenti italiani e di quello tedesco si rinnovò a mezzanotte, portando alla presa di Serafimovich e Bjelajevskti.
Le operazioni nell’ansa del Don continuarono fino al 14 agosto con cruenti combattimenti per il grande bosco tra Bobrowski e Baskovski ma, al termine della “battaglia dei girasoli” (come verrà ricordata dai bersaglieri), il nemico aveva subito forti perdite, tra le quali dai 39 ai 47 carri e 2 blindo, almeno 4 dei quali furono messi fuori combattimento con le solite “bottiglie Molotov” preparate alla bisogna. La Divisione Celere, nella battaglia, aveva avuto 1700 caduti e 200 feriti, ma erano stati fatti 5.800 prigionieri e catturati 10 cannoni.

IL FIGURINO



E’ quello “porta-arma” del set 4009 della Model Victoria con ben poche modifiche, visto che è già adatto all’idea che avevamo. Non c’è niente da dire sulla qualità di questa serie di figurini che resta veramente ottima: da essi si possono tirare fuori molte delle combinazioni usate dal Regio Esercito.
In questo caso, si tratta della giubba modello 1940, ovvero della cosiddetta “uniforme di guerra” in panno scadente e senza molti fregi o distintivi. (Particolare 1 della Tavola).




6° Bersaglieri - Uniforme di guerra



Le calzature erano scarponcini e gambali (2) ma alcune foto fanno vedere anche le classiche fasce gambiere comuni a fanteria ed altre armi a piedi. Il piumetto aggiunto all’elmetto modello 33 (3) è riproducibile con striscioline di lamierino, un vecchio tubetto di dentifricio è utile al proposito, tagliate ed incollate ad hoc con l’aiuto di cianoacrilato. Al posto della cassetta portamunizioni della Breda 30, nella mano destra è stata messa una gavetta tedesca Airfix, col manico fatto con sottile filo di rame piegato. La fondina è già presente, del tipo per Beretta automatica (5), come è già presente il tascapane quadrangolare in tela di canapa come la sua tracolla (6).
La colorazione è semplicissima: per l’uniforme si può usare una miscela, abbastanza sperimentata, di Matt 30 Humbrol con una punta di verde HG 16 (RML 81) mentre per “staccare” di più i pantaloni è sufficiente aggiungere una punta di Khaki Matt 26 al Matt 30.




6° Bersaglieri - Uniforme di guerra



L’elmetto è più scuro e cosi’ aggiungeremo una punta di nero sempre al Matt 30 mentre le fasce gambiere si possono differenziare con un po’ di giallo chiaro. Sulla parte frontale dell’elmetto va aggiunto il fregio nero, una piccola decal del set Model Victoria apposito, che ci toglie molti patemi per la pittura.
Un leggero drybrushing in grigio chiarissimo è l’ultimo tocco per questo semplicissimo ma assai pregiato figurino. Il piumetto va dipinto con una miscela di nero e verde brillante per dargli sericità, la fondina in Marrone 62 della Humbrol, leggermente sfregato quando si è perfettamente essiccato, in modo da rendere l’effetto del cuoio; la gavetta in Metalcote Humbrol mescolato con del nero. L’ambientazione è stata ridotta al minimo: usando una basetta Amati perfettamente adatta anche ai figurini singoli in 1/35, cosparsa di erba sintetica da ferromodellisti e con un ciuffetto di muschio naturale essiccato.

Andrea e Antonio TALLILLO

BIBLIOGRAFIA


- Regio Esercito Italiano – Uniformi 33-40 – Corporazioni Arti Grafiche Roma 1978;
- Uniformi e distintivi dell’Esercito Italiano 1933-1945 – Alberelli Parma 1981;
- Uniformi e distintivi dell’Esercito Italiano nella 2ª Guerra Mondiale 1940-1945 – SME Roma 1988;
- Mussolini’s Soldiers – Airlife 1995;
- The Italian Army 1940-1945 (1) – Europe 1940-43 – MAA 340 – Osprey Publishing 2000.


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AGGIORNATO IL 10.06.2017

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