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  martedì 19 settembre 2017 I FIGURINI * INTERVISTA CON LUCA CULLATI - ''MILIT MODEL'' Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 INTERVISTA CON LUCA CULLATI - ''MILIT MODEL'' Riduci

Intervista con Luca Cullati
‘’MILIT MODEL’’



di Andrea & Antonio Tallillo


Allora, Luca, due parole sulla Milit Model?
La Milit Model è nata di recente, nell’estate del 2009, con lo scopo di realizzare dei figurini che non si possano confondere, ‘’particolari’’ e lontani dalle generali offerte commerciali del pur vasto mercato. Nella mia mente ho un mucchio di soggetti: anche pugili degli anni venti, ciclisti, maratoneti. Ho già pronta la scultura di un parà tedesco in volo, forse non vedrà mai la luce, voglio essere conosciuto soprattutto per i soggetti Italiani ...

Soggetti Italiani?
Si, certo, quasi esclusivamente! Vorrei dare spazio a soggetti della prima metà del novecento: alla Grande Guerra, ai Fiumani, a personaggi del ventennio ecc.., con proposte poco comuni e se vogliamo umili come colombai, maniscalchi, portantini e così via. Così gli appassionati potranno avere una collezione alternativa alle solite.


Luca cullati al lavoro.


Non c’è pericolo che siano figurini troppo ‘’semplici’’?
Non direi, le uniformi italiane sono ingannevolmente semplici ma in quanto a dettagli non hanno nulla di monotono, anzi… pensate ai volontari della Croce Rossa del primo periodo in uniforme marrone-rossiccia o ai vistosi fregi degli operatori di bombarde o ancora la diffusissima tela bigia nonna dell’odierno jeans…

C’è ancora molto da scoprire, insomma.
In effetti, abbiamo la mente occupata dai soliti tedeschi o americani e non ci accorgiamo che esisterebbero molti altri figurini possibili, basta proporli bene.

A proposito di presentazione, quella dei tuoi figurini è veramente ‘’unica’’.
Lo ammetto, è una bella idea nel senso che chiunque incontrerà uno dei miei figurini farà fatica a dimenticarli. La scatoletta che riproduce un pacchetto di sigarette sarà difficile che venga buttata via, anche perché collezionabile. Inizialmente ne ho prodotta una diversa per ogni figurino ma in un secondo tempo, consigliato dai commercianti, ho dovuto piegarmi alle regole di mercato che vogliono una foto esplicativa a giustificare il contenuto … ma esaurite queste confezioni ne produrrò di nuove, tranquilli.

Un bell’esempio di marketing, non c’è che dire.
Non solo, è un omaggio alle fedeli compagne dei soldati di tutte le guerre, le sigarette, spesso uno dei pochi generi di conforto a disposizione. E un filo conduttore. Molti soggetti fumano o, come il flammiere, fanno fuoco ….

Ecco perché Milit!
Tombola … sono infatti le micidiali sigarette riservate ai nostri soldati dell’ultimo conflitto.

Noi conosciamo il flammiere, ma il primo soggetto uscito era un alpino?
Confermo, mi sono ispirato liberamente ad una tavola di Piero Compagni, che fa parte dell’ormai introvabile calendario degli Alpini del lontano 2006.

Insomma lo conosci anche tu?
Sono lietissimo di conoscerlo. Quella degli stampisti ed illustratori è una razza che dovrebbe coabitare di più. Mi pregio di possedere dei suoi originali, TUTTE le mie opere sono ispirate alle sue tavole.


Luca cullati con due sue realizzazioni.


Ci sembra che le cose, in questo senso, siano migliori di una volta.
Per tante ragioni, chi comincia adesso come figurinista non può avere proprio tutto il bagaglio di documentazione che invece un illustratore dovrebbe avere. Se non si collabora non si conclude molto.

E’ vero, si collabora di più ora che siamo pochini rispetto a quando eravamo in moltissimi.
Il fatto è che siamo consapevoli che non vale la pena di ‘’nascondere’’ le nostre fonti, anzi bisogna sfruttarle il più possibile e non aver paura a chiedere.

In questo hai un approccio molto diverso dalla vecchia generazione di stampisti.
Credo che crescerò proprio anche tenendo presente i vostri desideri e i vostri consigli. In pratica, nasceranno dei figurini che ognuno potrà sentire molto più ‘’suoi’’ del normale. La leggenda del vecchio stampista, chiuso in una torre impenetrabile, a produrre figurini con dei trucchi magici non deve più esistere. Ascolto i consigli alle mostre, ai pranzi, agli expò. Ho invitato i frequentatori del mio sito a indicarmi i loro soggetti preferiti e, se piacciono anche a me, poi li realizziamo ‘’insieme’’ con foto del pezzo in progresso. Molti mi hanno mandato le foto dei loro nonni o del loro archivio personale, materiale altamente ispirativo ... c’è molta carne al fuoco.

Un po’ lo stile della scuola americana, che ha spopolato e spopola.
Nel paese della libertà sono tutti amici che condividono lo stesso hobby, pochi si atteggiano a professoroni. La cosa che ci accomuna a loro è l’età media, ahimè, over 30. Mi piacerebbe che questo mondo si svecchiasse un po’ ... e invece siamo sempre noi soliti soldatinai.

Hai conosciuto grandi figurinisti?
Ho lavorato a New York per sei anni ed ho fatto parte del club di Long Island. Sono diventato amico di Greg Di Franco e di Kevin Dunne, tanto per citare i più noti membri del club, per non parlare di Bill Marklein lo scultore del G.I. Joe che tutti conosciamo bene. Lì ho conosciuto e scolpito anche con Mike Blank; i suoi insegnamenti sul linguaggio del corpo sono il punto focale del mio operato.


Un’altra immagine di Luca cullati al lavoro.


C’è stato molto da assimilare, allora …
Beh, ho ricevuto una solida base per quanto riguarda anatomia e scultura ed assorbendo intuizioni e tecniche. Il tutto non me lo hanno fatto cadere dall’alto, ma eravamo tutti ‘’in trincea’’.

Il concetto della ‘’trincea comune’’ è quello che usiamo anche noi, nel nostro piccolo …
E ... funziona sempre, nulla di più interessante che passare alcune ore o mezza giornata, se possibile con altri figurinisti, vedendo passo passo come lavorano e dipingono.

Nessuna barriera o segreto quindi …
Già, ci si scambia consigli e documentazione senza pensare a mostre e premi, ma con il comune scopo di ricostruire a tre dimensioni un po’ del mondo che ci ha preceduto.

Non c’è il pericolo di perdere un po’ l’obiettivo del figurino in costruzione?
Basta non fissarsi troppo su quel che stiamo facendo. Il panno, per esempio, è rimasto tale dal ‘700 sino alla seconda guerra mondiale e così pieghe ed aspetto sono più o meno le stesse. Secondo me il segreto sta nel linguaggio del corpo, cosa dice un figurino anche se è nudo, il carattere insomma. Mia moglie dice che metto i figurini nelle posizioni che adotto io … se lo dice lei!

Ti consideri solo un ‘’emergente’’?
Come mi ha detto una volta l’amico Maurizio Bruno, scultore di punta della scuola Italiana, il pezzo migliore è il prossimo, non l’ultimo; nel senso che c’è sempre spazio, quando la passione ci sostiene, per migliorarsi.

Un bell’incoraggiamento per chi volesse ‘’buttarsi’’ ...
Se ce l’ho fatta io! Certo, non bisogna pretendere di diventare un Paine senza un minimo di dedizione ed impegno. Mai scoraggiarsi e buttare via stucco e cesello, ma riporli per il giorno dopo. Certo, se poi qualcuno ti dice bravo o magari ti fa capire dove sbagli, è anche meglio …..

Quindi cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo tavolo di lavoro?
Bella domanda, c’è in lavorazione un trittico della marcia su Roma e uno dei tre sarà a cavallo (o in bicicletta) ….

Arrivederci allora, e ... buon lavoro anche dal GMT!
Grazie, e arrivederci a presto coi miei nuovi figurini.

Andrea & Tallillo


ARTICOLO PUBBLICATO IL 26 FEBBRAIO 2011

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