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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 STONEWALL JACKSON Riduci

RITIRATA STRATEGICA

Ovvero: “Stonewall” Jackson nel 1862

Questi ultimi due anni posso considerarli come quelli da me dedicati, in campo figurinistico, quasi esclusivamente alla Guerra di Secessione Americana (A.C.W.) e in particolare alla Confederazione…


Il figurino del Generale “Stonewall” Jackson.


Dopo i primi 3 figurini che vi ho presentato a inizio 2012 (uno zuavo dell’Unione e 2 Confederati) eccomi ora, per chiudere in bellezza l’anno, a presentarvi una “scenetta” in 54 mm., assolutamente “inventata”, dal titolo piuttosto ironico, “Ritirata strategica”, che raffigura il Generale Confederato T. J. Jackson, in una delle tante città del Sud degli States nel corso del 1862, mentre con fare preoccupato cerca di “sganciarsi” di fronte a due cani e a una cameriera nera, tutti dall’aspetto minaccioso, posti davanti al cancello di una vecchia villa padronale.
Ovviamente, l’ironia sta tutta nella contrapposizione fra il personaggio principale, “Stonewall” Jackson, soldato dalla storia assai importante e i suoi occasionali “antagonisti”, due cagnetti e una servetta…
L’elaborazione proposta ci da l’occasione di raccontare, per sommi capi, la storia proprio di Thomas Jonathan Jackson, detto “Stonewall” (muro di pietra).
Jackson nacque nel 1824 a Clarksburg - Virginia – ed ebbe un’infanzia piuttosto travagliata (il padre morì quando egli aveva tre anni e la madre scomparve pochi anni dopo costringendolo a passare il resto dell’infanzia e della prima giovinezza a casa dello zio paterno). Nonostante le traversie e notevoli difficoltà a raggiungere un’istruzione adeguata, all’età di 18 anni entrò a West Point (New York) da dove uscì, dopo 4 anni di durissima applicazione, classificandosi 17° su 59 studenti.


Una foto d’epoca del generale Jackson.


Il suo primo incarico nell’Esercito lo ebbe come Tenente del Primo Reggimento Artiglieria venendo destinato al fronte nella Guerra contro il Messico (1846/1848). Qui ottenne ben tre promozioni ma soprattutto conobbe, per la prima volta, Robert Lee. Dopo alterne vicissitudini e traversie (si sposò una prima volta ma la moglie morì di parto assieme al suo primo figlio, viaggiò in Europa e si risposò; ebbe una seconda figlia ma anche questa morì dopo un mese dalla nascita), nel novembre del 1859 fu presente all’impiccagione di John Brown a Charles Town, al comando del reparto d’artiglieria distaccato per l’occasione.
Lo scoppio della Guerra Civile (aprile 1861) vide Jackson con i gradi di Brigadiere generale dell’esercito confederato. Egli si affermò in breve come uno dei più brillanti condottieri del conflitto e il miglior luogotenente del Generale Lee. Guadagnatosi il suo epico soprannome nella prima battaglia di Bull Run (luglio 1861), si rivelò tattico abilissimo nella campagna della valle dello Shenandoah (marzo-giugno 1862) e, nello stesso anno, prese parte con molto onore ad alcune fra le maggiori battaglie del conflitto: quella dei “Sette giorni” (giugno 1862), la seconda battaglia di Bull Run (agosto), Antietam (settembre) e Fredericksburg (dicembre).
Dopo aver costretto i nordisti a battere in ritirata a Chancellorsville (maggio 1863) egli, al termine di una giornata convulsa, combattuta fino all’oscurità nel fitto di una foresta, venne incidentalmente colpito da fuoco nemico venendo ferito da tre proiettili.


Un quadro della battaglia di Chancellorsville
che mostra quando il Generale Jackson fu ferito.


Nonostante gli fosse stato amputato il braccio sinistro, egli morì una settimana dopo di polmonite. Per il Sud fu una delle perdite più gravi dell’intera Guerra.
Tornando alla nostra scenetta, devo dire che in realtà, all’inizio, non si era pensato di realizzarla così com’è venuta… Solo più tardi dopo aver aggiunto l’elemento scenico del cancello con pilastro di sostegno l’idea a preso corpo e si è sviluppata compiutamente, aggiungendo, piano piano, qualcosa per creare un insieme omogeneo e non squilibrato…
Naturalmente, per la realizzazione dei vari personaggi mi è venuto in aiuto Vincenzo Alberici, al quale mi appoggio, ormai senza riserve, per creare qualcosa di inedito quando cerco di uscire dagli schemi dei consueti figurini offerti dal mercato.
Questi della scenetta sono tutti pezzi da lui autocostruiti in magic sculpt (i cani sono stampi di master di sua produzione) e l’unica referenza commerciale è la testa della “mamy”, in resina, di provenienza Nemrod sulla quale è stato realizzato un foulard tipico dell’epoca e del personaggio…


La scenetta “Ritirata strategica”.


In ogni caso il livello di realizzazione e veramente notevole e pone senz’altro Vincenzo nello stretto novero dei grandi scultori italiani.
Per la pittura non c’è granché da dire. Jackson porta le regolare uniforme degli Ufficiali del Sud in Confederate Grey con guanti in pelle e spada d’ordinanza. I cani e la “coloured” sono invece dipinti con tinte di fantasia, avendo presente, per la negretta, che gli abiti da loro usati erano sempre piuttosto “colorati”… Per tutti ho usato gli acrilici Vallejo.
Dunque, alla fine, si tratta di una cosa assolutamente unica, per la realizzazione della quale ringrazio Vincenzo per la disponibilità e la collaborazione/consulenza prestatami. Mi preme comunque sottolineare che per realizzare un’idea un po’ diversa dal solito è sufficiente solo una cosa: la fantasia. Il resto lo trovate in commercio o nelle scatole degli “scarti”…

Flavio Chistè

PUBBLICATO IL 17 MARZO 2013

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