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  giovedì 21 settembre 2017 NAVI E IMBARCAZIONI * CORVETTA CLASSE “FLOWER” - Revell, 1/72 Registrazione 
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AGGIORNATO IL 7.11.2015

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 CORVETTA CLASSE "FLOWER" - Revell, Platinum Edition, 1/72 Riduci

CORVETTA CLASSE “FLOWER”

Revell, Platinum Edition, 1/72

A volte ritornano, viene da dire. Ma a differenza dei racconti di Stephen King questa volta parliamo di uno dei modelli navali in plastica più affascinanti e che fece la sua comparsa nell’epoca unica e irripetibile del dominio modellistico dei kit anglosassoni. Parliamo della corvetta classe “Flower” che la defunta Matchbox realizzò, nel 1979, nella grande scala, assai inusuale per un modello navale, dell’ 1/72.


La copertina della scatola del kit della “Revell”.


Questa numerosa classe di piccole corvette venne prodotta durante la 2a Guerra Mondiale in quasi trecento esemplari che servirono sia nella Royal Navy britannica che nella marina statunitense; derivata dal progetto di una nave mercantile e costruita in cantieri civili, concepita inizialmente come nave di scorta e pattugliamento per zone costiere, ma finendo ben presto a fare la scorta anche ai convogli atlantici e a quelli diretti in Russia. Erano lente, solo 16 nodi, e con un armamento tutto sommato leggero ma erano anche economiche, si costruivano in sei mesi e avevano una lunga autonomia; inoltre, negli anni dell’emergenza tra il 1940 e il 1942, servirono assai bene l’Inghilterra lasciando un ricordo indelebile per il loro prezioso servizio.
All’epoca della sua comparsa il modello, per quanto affascinante, era decisamente al di là sia delle capacità costruttive sia di quelle economiche di chi scrive, impegnato allora a far quadrare il bilancio della propria paghetta settimanale con l’acquisto dei fascicoli dell’Enciclopedia dei Mezzi Corazzati della Fabbri - tempi eroici, in cui come scriveva Pasolini “eravamo ricchi, ma non lo sapevamo” - ma la voglia era rimasta e quando la grossa scatola ha fatto la sua nuova apparizione sugli scaffali non abbiamo esitato, finalmente, ad acquistarla.
A trentaquattro anni di distanza la Revell, che ha rilevato lo stampo originale della Matchbox, ha quindi deciso di commercializzare nuovamente il kit con alcune aggiunte che ne hanno migliorato decisamente la qualità.


A sinistra: il modello prima della colorazione,
a destra: una delle bellissime mitragliere Oerlikon da 20 mm in metallo fotoinciso.


Lo stampo originale non è stato modificato e dentro la confezione troviamo otto stampate di colore grigio, azzurro e marrone, oltre ad una per i trasparenti e a una serie di pezzi in metallo fotoincisi e torniti che migliorano notevolmente il kit. Una gradita sorpresa è il ponte in legno vero, fornito già tagliato e autoadesivo da posarsi sopra all’originale in plastica. Lo scafo è lungo circa 80 cm ed è diviso in quattro parti, due di prua e due di poppa unite tra loro sfruttando la linea di giunzione delle piastre presenti sullo scafo esterno, anche se sarà comunque necessaria un po’ di attenzione per garantire l’incastro migliore possibile. Il tutto è irrobustito da sei traversini in plastica che oltre a consolidare le fiancate evitano anche flessioni e svergolamenti durante la costruzione. Una caratteristica degli scafi erano proprio le piastre, che sul kit sono riprodotte in leggero rilievo, comunque forse eccessivo e che non sarebbe male ridurre con qualche passata di carta abrasiva e aggiungendo i vari rivetti di fissaggio, lavoro lungo ma certamente meritevole di considerazione.
Gli oblò sono fotoincisi e gli anelli originali andranno quindi rimossi. L’elica, che è unica - le Flower erano probabilmente le sole navi della Royal Navy ad avere un solo asse - va infilata dal retro ed è dotata di un anello che ne permette la rotazione. Idealmente, si deve arrivare a realizzare lo scafo e il ponte principale, colorare la parte interna del parapetto e posizionare quindi il ponte in legno; tuttavia, la classe Flower venne realizzata in numerose varianti e moltissime con il ponte principale in acciaio. Dunque, se si vorrà realizzare qualcosa di diverso da quello previsto nel kit – magari un esemplare catturato dal tedeschi… - bisognerà consultare della buona documentazione per verificare la presenza del tavolato o meno.


Il modello dell’HMS Snowberry realizzato da
Paolo Ciampelli del Gruppo Plastimod. Fiorentino
premiato nella categoria “navi in plastica master”
alla mostra per il trentennale del GMT nel 2010.


I vari elementi della sovrastruttura devono essere montati e verniciati prima, dato che sarebbe poi impossibile farlo a nave ultimata, e poi incastrati al loro posto sfruttando le aperture ritagliate nel tavolato. Il cannone anteriore ha la canna fornita in ottone mentre i due argani delle catene hanno la catena fornita in metallo. Molto belli i parapetti, in metallo anch’essi e dotati dei sistemi di aggancio e messa in tensione dei cavi di acciaio con cui erano composti, e le mitragliatrici Oerlikon da 20 mm, pure in metallo fotoinciso e che permettono di eliminare le scadenti repliche originali.
Forse maggiore attenzione la si sarebbe potuta dedicare alle bombe di profondità, eccessivamente semplificate ma comunque non difficili da migliorare, mentre tutto l’armamento della nave è sostanzialmente ben riprodotto, anche se si renderà certo necessaria l’aggiunta di una serie di dettagli per rendere la riproduzione “vissuta” per rendere al meglio l’idea di come poteva esserle una piccola imbarcazione in pieno periodo bellico.
Le istruzioni sono divise in due parti, la prima per la nave intera e un secondo foglio in A3 per le parti fotoincise, cosa che renderà necessario un po’ di studio per evitare di commettere errori. Le decals sono opache e ben stampate e permettono di riprodurre due esemplari : la HMS Snowberry e la HMS Campanula, con i loro distinti ottici per i lati di prua e di poppa, le tacche di profondità e le “personalizzazioni”: un Donald Duck per la torretta dell’HMS Snowberry e una larga fascia sul camino dell’HMS Campanula. C’è anche un grande foglio di carta con le bandiere di segnalazione da ritagliare.


Una foto d’epoca della USS Intensity PG-93.


Conclusioni.
In definitiva un modello che in alcuni aspetti tradisce una certa anzianità di stampo, anche se a giudicare dall’assenza di flash e dai ridotti segni di estrattore non lo si immaginerebbe così vecchio, ma che con una discreta mole di lavoro permette di realizzare un modello davvero imponente. Modello che mantiene un indubbio interesse, soprattutto per i modellisti navali amanti della perfida Albione. L’accostamento con altri battelli nella stessa scala, come la Vosper della Italeri, offre poi ulteriori e interessanti possibilità, anche se probabilmente si dovrà prima fare qualche considerazione sullo spazio a disposizione in casa…
Voto 7/10

Luigi Carretta


PUBBLICATO L’11 SETTEMBRE 2014

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AGGIORNATO IL 10.06.2017

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