U.S.S. ARIZONA
TRUMPETER scala 1/200
La
U.S.S. Arizona, costruita nella prima metà degli anni ’10 dello scorso secolo e varata nel 1915 era, al momento del varo, una delle maggiori corazzate in servizio, dotata di 12 cannoni principali da 356/45. La corazzata venne destinata assieme all’altra unità della sua classe, la
U.S.S. Pennsylvania, alla forza navale del Pacifico e venne rimodernata alla fine degli anni ’30.

La copertina della scatola di montaggio.
Si trovava a Pearl Harbour al momento dell’attacco giapponese e fu gravemente colpita dalla prima ondata di bombardieri e siluranti. Durante questo attacco un bombardiere in picchiata giapponese, particolarmente abile e fortunato, riuscì a piazzare una bomba in verticale dentro al camino della nave, l’unica parte dove c’era un grosso varco non corazzato dell’intero ponte. La bomba riuscì in tal modo a penetrare all’interno dello scafo esplodendo poi nella santabarbara e facendo saltare in aria in un solo istante tutta la nave che affondò posandosi sul fondo del porto.
Per le estese distruzioni riportate fu giudicata irrecuperabile e lasciata lì sino a quando, al termine della guerra, venne dichiarata sacrario nazionale americano in onore dei caduti dell’US Navy. Ancora oggi giace sul fondale di Pearl Harbour, i pozzi delle torri sporgenti dall’acqua sormontati da un monumento in cemento che consente la vista dello scafo sommerso, a perenne memoria dei 1200 marinai che vi persero la vita il 7 dicembre 1941.

L’Arizona Memorial di Pearl Harbour.
Quando abbiamo letto la scala in cui questo modello è stato realizzato abbiamo avuto un momento di incredulità: 1/200 è veramente una scala grande per una nave di queste dimensioni. Significa pressappoco un modello finito lungo ben 93 centimetri! La curiosità era quindi tanta e sin dall’inizio non è andata delusa: la scatola è veramente grande e pesante circa 3,5 chilogrammi. All’interno ci sono altre tre scatole, che contengono lo scafo e le parti più delicate mentre, sotto fogli di cartone protettivi, sono posizionate le altre stampate.
Il modello ha lo scafo diviso orizzontalmente, di colore rosso per la parte inferiore e grigio per tutto il resto, in modo da potere essere costruito come modello a scafo completo o water-line. Gli incastri sono, come al solito, precisi e robusti, non ci sono sbavature di sorta e seguendo una buona prassi ormai consolidata tutti i segni di estrazione ecc. sono in zone che rimangono ben nascoste a montaggio avvenuto. Il dettaglio complessivo è veramente ottimo, fine e preciso, eccezion fatta per le scale delle sovrastrutture che, a nostro parere, sono decisamente sovradimensionate.

Le ‘’stampate’’ del modello.
Il foglio decals è molto chiaro e ne viene fornito inoltre un altro relativo alle varie bandiere di segnalazione da cui potere ricavare, per i più volenterosi, anche un gran pavese. La nave era fornita anche di due idrovolanti
Vought Kingfisher, riprodotti in plastica trasparente da mascherare opportunamente per ricavare i vetri dell’abitacolo, che nell’originale era davvero grande.
In generale la costruzione richiede una buona dose di pazienza, i pezzi sono numerosi e qualche passaggio, come quelli attorno ai torrioni, richiedono una certa attenzione. Una notevole miglioria al modello può essere fatta con l’ausilio del foglio di fotoincisioni dedicato alla nave, sempre della stessa
Trumpeter, completo anche di una serie di canne tornite per le torri.
Il set comprende anche delle parti per la realizzazione delle gru, le scale ecc, ma non la scaletta di accesso esterna alla nave.

Il modello dell’U.S.S. Arizona.
Infine una piccola nota negativa: manca del tutto una base di supporto per la nave finita. Non sappiamo se si tratti di semplice dimenticanza, anche se propendiamo per una precisa volontà, state le dimensioni e il peso che un simile supporto dovrebbe avere per sorreggere il tutto. Viene quindi lasciata al modellista la scelta di quale materiale usare per mettere il mostra la sua
‘’Arizona’’.
Nel complesso si tratta comunque un modello assai notevole e che farà la felicità degli appassionati di corazzate che, presumiamo, non si faranno certo fermare dal prezzo, circa 160 euro, chiesto per portarsi a casa questo vero e proprio bestione.
Luigi Carretta
ARTICOLO PUBBLICATO IL 16 GENNAIO 2011